Algerino arrestato in Italia, il questore: «Non ha commesso reati qui da noi»

Dopo l’arresto del 39enne algerino Djamal Eddine Ouali, bloccato dalla Digos di Salerno il 26 marzo sulla base di un mandato di cattura internazionale della magistratura con l’accusa di aver fornito falsi documenti agli attentatori di Bruxelles, Alfredo Anzalone questore di Salerno, in un’intervista al Mattino, puntualizza che  i reati contestati all’algerino «sono avvenuti in Belgio».  Il tutto mentre Ouali proclama la propria innocenza: «Non sono un terrorista – ripete – non so nulla di terrorismo e neppure di documenti falsi».

Algerino arrestato, il questore precisa: non ha commesso reati in Italia

«Ma quali complici? E complici per quali reato? Ouali non ha commesso reati in Italia, non ho complici da ricercare. Gli viene contestata una situazione avvenuta tra Belgio e Francia. Io di quest’indagine conosco solo quello che c’è nel provvedimento emesso dall’autorità giudiziaria del Belgio. Tutto il resto non lo conosco. E dal punto di vista investigativo m’interessano di più altre cose», ha detto Anzalone.  «Quello che mi interessa – ha precisato – è coperto dal segreto istruttorio». Tuttavia sull’algerino in Italia dai primi di gennaio, Anzalone ha detto che era a Salerno «di sicuro dal momento in cui ha presentato la documentazione all’ufficio per l’immigrazione». Ouali ha presentato la domanda per il permesso di soggiorno temporaneo con il suo nome: «Non aveva passaporto, ha presentato la domanda con la fotocopia di una dichiarazione d’identità. Ma no, non sono così sicuro che lui sapesse di essere ricercato. O forse non immaginava che saremmo riusciti a risalire alla sua identità verificando le banche dati internazionali». Sul perché Ouali ha scelto Salerno, Anzalone ha aggiunto: «Non è un segreto che fosse sposato, viveva qui con la moglie incinta». Per il questore tuttavia non esiste un’emergenza Salerno. “No – afferma – Salerno è una delle tante città d’Italia in cui non mi sento di escludere qualsiasi rischio, ma non c’è alcuna emergenza. Dalla nostra attività, dai nostri controlli e dalla presenza nostra e dell’Arma dei carabinieri non sono mai emerse situazioni particolari». Nessuna rete di protezione per i terroristi? “Assolutamente no. E noi faremo tutti i controlli necessari per fare chiarezza anche su questo caso».

La moglie di Ouali

La moglie dell’algerino, che è incinta ed avrebbe chiesto il permesso di soggiorno temporaneo che ha fatto scattare i controlli dell’Ufficio immigrazione della Questura di Salerno e della Digos, abitava in via Firenze, in un fabbricato anonimo dove vivono altri immigrati nordafricani. Vicino c’è una macelleria che vende carne “halal” agli islamici. Ma la loro presenza a Bellizzi resta di basso profilo.