Zika, cresce la paura dopo il primo contagio in Texas per via sessuale

Adesso il virus Zika mette davvero paura: e ora che in Texas si è registrato il primo caso di un uomo contagiato in seguito a un rapporto sessuale con una persona già infetta, si comincia a fare davvero i conti con un il pericolo virale e il rischio di una nuova epidemia. O meglio, si comincia a fare i conti con un’incognita che, ci si rende conto ad ogni nuovo contagio, non sarà facile arginare.

Il virus Zika e il contagio per via sessuale

Dunque, il tanto temuto nuovo caso di contagio del virus Zika si è verificato: in Texas, e, novità nella novità, non direttamente attraverso la puntura di una zanzara, ma sessualmente. Secondo le autorità sanitarie della contea di Dallas potrebbe essere la prima volta che si riesce ad appurare con certezza che Zika può essere trasmesso sessualmente, e non solo attraverso la puntura di una zanzara. Lo riportano i media Usa citando il Dallas County Health and Human Services Department in cui viene sottolineato come il paziente sarebbe rimasto contagiato dopo aver avuto un rapporto sessuale con una persona infettata tornata dal Venezuela, uno di paesi più colpiti dal virus. Finora – sottolinea anche il New York Times – gli scienziati avevano solo il sospetto che il virus Zika potesse essere trasmesso per via sessuale, pur essendoci il precedente analogo di un caso datato 2008, quando uno studioso di malaria contrasse il virus Zika mentre era a contatto con le zanzare in Africa, trasmettendo poi l’infezione alla moglie dopo il suo ritorno in Colorado. E ancora, nel 2013, alcuni ricercatori francesi rinvennero il virus Zika nel seme di un uomo ricoverato per l’infezione.

Virus Zika, la corsa al vaccino

E adesso, più che mai, è scattata la corsa al vaccino tra le aziende farmaceutiche mondiali per sconfiggere il virus Zika, dopo la dichiarazione ufficiale da parte dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) dello stato di «emergenza di salute pubblica internazionale». Nel frattempo l’Unicef ha lanciato un appello per raccogliere 9 milioni di dollari per programmi destinati a limitare la diffusione del virus Zika e mitigare il suo impatto sui neonati e le loro famiglie in tutta la regione dell’America Latina e Caraibi in particolare. L’obiettivo è anche quello di spingere la ricerca per accertare il legame fra il virus e la malformazione al cervello che colpisce i feti. «Anche se non c’è ancora alcuna prova conclusiva su un nesso di causalità tra la microcefalia e il virus Zika, vi è abbastanza preoccupazione per giustificare un’azione immediata», ha affermato Heather Papowitz, senior advisor dell’Unicef per le emergenze di salute. Intanto dall’America, dopo la conferma di sette casi di Zika nell’area di Houston, si amplia la lista dei Paesi in cui gli esperti di salute pubblica Usa invitano le donne incinte a non recarsi, a causa della diffusione del virus Zika. E alora, il warning dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc) da oggi include anche il Costarica, il Nicaragua, le isole Samoa, e Curacao. I Paesi in cui il virus è diffuso e rappresentano quindi un pericolo in particolare per le donne in attesa sono così diventati 28 e spaziano dal Messico al Paraguay, da Capo Verde al Brasile. Secondo i Cdc, la maggioranza dei cittadini Usa non verrà mai in contatto con il virus, ma a dover fare particolare attenzione sono i residenti dei territori americani di Portorico e delle isole Vergini. Ma dal Brasile, epicentro del virus, fanno sapere che le Olimpiadi di Rio de Janeiro, al via ad agosto, non saranno cancellate.

Zika, può essere efficace il programma anti dengue

Un programma sviluppato da scienziati australiani contro la febbre dengue può essere modificato per prevenire la diffusione del virus Zika, appena dichiarato emergenza sanitaria globale dall’Oms, di cui è portatrice la stessa specie di zanzara, la Aedes aegypti. La zanzara, che con le sue punture può trasmettere gli agenti virali anche della febbre gialla e di altre malattie letali, è prevalente nel nordest tropicale dell’Australia, dove è stato sviluppato un programma per combattere la trasmissione della dengue, sotto sperimentazione da due anni con risultati incoraggianti. Nella regione comunque non è stato finora denunciato alcun caso del virus Zika. Il progetto Eliminate Dengue ha rilasciato nel 2014 nei sobborghi di Townsville e Cairns, le maggiori città del Nord Queensland, milioni di zanzare infettate con un batterio, resistente al virus della dengue detto wolbachia, che si diffonde tramite l’accoppiamento. Sono in corso simili sperimentazioni anche in Vietnam, Brasile e Colobia. A Townsville i casi di dengue si sono ridotti drammaticamente nel 2015, senza alcuna insorgenza locale in 12 mesi.