Vietato parlare di foibe all’Università di Milano: siete di destra? Niente sala

“Sono spiacente di comunicare che la sua richiesta di utilizzo di un’aula universitaria non è stata accolta, in quanto il programma dell’iniziativa presenza elementi che non garantiscono che la manifestazione non possa essere strumentalizzata a fini propagandistici”: con queste parole il funzionario incaricato dell’Università degli Studi di Milano ha risposto alla richiesta presentata regolarmente via mail da un rappresentante istituzionale del gruppo di destra Fronte Universitario. A cosa si riferiva? Niente meno che ad un’iniziativa in ricordo dei martiri delle foibe, che l’Università degli Studi di Milano ha pensato bene di vietare con una comunicazione pervenuta proprio in data 10 Febbraio, nel Giorno del Ricordo. In una data dunque in cui non era più possibile organizzare altrove l’evento. Un incontro che avrebbe dovuto vedere gli interventi di Daniele Ponessa, delegato nazionale A.D.ES. – Associazione Amici e Discendenti degli Esuli Giuliani, istriani, Fiumani e Dalmati –  e di Luca Andreini, giovane regista dello spettacolo teatrale “Rumoroso silenzio”, dedicato proprio al martirio degli Italiani del confine orientale e presentato nelle settimane scorse all’Università degli Studi di Bergamo. Gli studenti del Fronte universitario e del Gruppo Alpha hanno protestato con un presidio davanti all’Università, esponendo uno striscione dalla scritta con caratteri cubitali “Foibe: Noi non scordiamo”.
L’Università ha ignorato del tutto il Giorno del Ricordo non dedicando alcuna particolare iniziativa alla ricorrenza. Anche negli anni scorsi l’Ateneo – ricattato dai soliti facinorosi e culturalmente affetto dai dogmi del “politicamente corretto”- non si è mai prodigato in iniziative istituzionali, però aveva sempre dato parere positivo alla concessione di spazi universitari per lo svolgimento di iniziative sul tema. “Nel nostro Ateneo – spiegano i rappresentanti del Fronte Universitario e del Gruppo Alpha – non è possibile presentare l’attività di un’associazione che, con dedizione, si occupa di perpetuare la memoria storica dei nostri connazionali, vittime di un’eliminazione fisica e culturale scientemente voluta dal maresciallo Tito per opprimere e cancellare la presenza italiana in quelle terre. Non è nemmeno possibile, soprattutto, spiegare agli studenti perché un ragazzo 18enne ha deciso di mettere in scena uno spettacolo teatrale dedicato a questo dramma, nonostante i ricatti e le minacce subite”.