“Via le donne dal Museo per non irritare Rouhani”. Interrogazione di Matteoli

La notizia è emersa da un passaggio di un servizio di Piazza pulita su La7, in cui si interpellavano gli impiegati dei Musei capitolini. Le dipendenti donne sono state dispensate dal lavoro in occasione della visita del presidente iraniano Hassan Rouhani e del suo seguito. Dispensate d’autorità: dovevano starsene a riposo. Una notizia talmente incredibile da diventare oggetto di un’interrogazione di Altero Matteoli. «Risulta vera la notizia, trapelata anche su un noto quotidiano secondo la quale al personale femminile dei Musei Capitolini sarebbe stato impartito l’ordine di non recarsi al lavoro nel giorno della visita del presidente iraniano?», ha chiesto il senatore di Forza Italia.  Nell’interrogazione al presidente del Consiglio e ai ministri dell’Interno e dei Beni Culturali, Matteoli osserva che, «oltre allo sconcerto destato nell’opinione pubblica per la copertura di alcune statue dei Musei capitolini al passaggio dell’ospite, se risultasse vera la circostanza di avere esentato forzatamente le lavoratrici, saremmo di fronte a un autentico scandalo attuato da chi, e vorremmo sapere nomi e cognomi, non ha neppure il senso del ridicolo».

“Il servilismo del governo verso Rouhani? Senza precedenti”

Come ha scritto Adriano Sofri sul Foglio, che è non certo noto per posizioni conservatrici, «la bestialità della cosa è senza precedenti, e anche la discrezione in cui, se non sbaglio, è passata. Si può anche andare in un paese a suo modo musulmano, se si è donna, e coprirsi il capo per un rispetto del costume locale, lo si fa perfino per visitare il Papa, che tuttavia non dev’essere alieno dall’apprezzamento di una capigliatura femminile. Del resto si può anche non fare: Michelle Obama – ha sottolineato il collaboratore del Foglio – non lo fece, se non ricordo male, in Arabia Saudita. Ma far scomparire le donne da casa propria, cioè da casa loro, è, per una volta, il più rivelatore dei lapsus». Ora Matteoli chiede al governo di sapere se il fatto corrisponda al vero. Se così fosse, sarebbe da annoverare tra le più clamorose figuracce di un governo italiano.