Tronca si racconta: “A Roma c’è un problema di educazione”

Francesco Paolo Tronca, già prefetto di Lucca, di Brescia, e di Milano ai tempi dell’Expo, già capo dipartimento dei vigili del fuoco, e oggi commissario prefettizio della città di Roma, nume inesorabile del Campidoglio, fa esercizio di modestia. “L’ambizione è importante. Ma l’uomo deve essere capace di gestirla e dargli un senso, e intendo dire anche dei limiti”. E insomma interrogarlo mentre strizza gli occhi, senza troppo umorismo, non è facile, si legge su “Il Foglio”.

Tronca su Bertolaso: “Bravissimo professionista”

Ma a L’Aquila Bertolaso si è sporcato. “Le dico soltanto questo. Io a L’Aquila ero capo dipartimento dei vigili del fuoco. E i vigili del fuoco sono ancora chiamati gli Angeli dell’Aquila”. Punto. E mentre pronuncia queste parole, il prefetto fa un gesto sott’inteso, con la testa, come dire: ho attraversato tutti i disastri, i pasticci, le tagliole delle eterne emergenze italiane, e su di me mai nessuno ha avuto nulla da ridire.

“Non sono un salvatore della patria”, spiega Tronca

“Lavoro con coscienza, rispetto della legge, e obbedisco. Se mi mandano, vado”. Si direbbe che si attribuisca caratteristiche da funzionario d’ante guerra, d’impronta prefascista, o da destra storica. “Sinistra storica”, precisa lui. E allora bisogna sapere che il prefetto è un accanito lettore di storia risorgimentale, è un collezionista di cimeli garibaldini.  Preferisce Fratelli d’Italia o La canzone del Piave? “La canzone del Piave completa, e chiude, Fratelli d’Italia. E’ un omaggio all’inno di Mameli, apre alla nazione della nazione che l’inno del Piave completa”

“C’è un problema di educazione”, dice Tronca

“Se butti un mandarino per terra non hai una cultura sufficiente a capire che non solo calpesti il senso civico, ma anche il diritto degli altri di salire una scalinata priva del residuo di succo di frutta che ha visto lei. Il lavoro dell’Ama, l’azienda dei rifiuti, in questi mesi di gestione commissariale è aumentato del 20 per cento. L’altro giorno stavo facendo una passeggiata a Campo de’ Fiori e ho avvertito un deciso cattivo odore che proveniva dalla strada, dal selciato. Allora ho chiamato il presidente dell’Ama chiedendogli la cortesia, ove già lo utilizzassero, di aumentare la quantità di disinfettante da spargere sui sampietrini. Come pure è inaccettabile la presenza dei ratti. E non soltanto nelle zone dove si accumulano rifiuti, ma sulle banchine del Tevere, che devono essere fruibili per i cittadini”.