Tangenti in Sicilia: condannato l’ex deputato del Pd Bonomo e suo nipote

Tangenti negli affari del fotovoltaico in Sicilia: la terza sezione del tribunale di Palermo ha condannato a sei anni e mezzo l’ex deputato regionale del Pd Mario Bonomo (nella foto) e a quattro anni e mezzo il nipote Marco Sammatrice. Entrambi erano accusati di induzione indebita a dare o promettere utilità. Le indagini sono partite dalle dichiarazioni dell’ingegnere Piergiorgio Ingrassia – parte civile nel processo, assistito dagli avvocati Giovanni Di Benedetto e Ugo Castagna – arrestato assieme a Gaspare Vitrano (ex deputato Pd che ha avuto sette anni per lo stesso reato) mentre l’imprenditore Giovanni Correo, artefice del blitz con la sua denuncia, consegnava diecimila euro a Vitrano. Una tangente, secondo l’accusa; spartizione di proventi societari secondo Bonomo e Sammatrice, che hanno sempre negato di avere mai intascato mazzette.

Tangenti nel fotovoltaico in Sicilia, la tesi dell’accusa

Secondo il pm Maurizio Agnello, Gaspare Vitrano, Mario Bonomo e Piergiorgio Ingrassia (che ha patteggiato la condanna a due anni) erano soci in alcune società, tra cui la Green srl, impresa con sede a Palermo, che avrebbe ottenuto dalla Regione siciliana, grazie anche all’interessamento dei deputati, le licenze per due impianti fotovoltaici a Carlentini, nel Siracusano. Vitrano e Bonomo avrebbero controllato le aziende attraverso alcuni prestanome. I due deputati ne detenevano il 40% ciascuno, mentre all’ingegnere Ingrassia spettava il 20%. Nell’inchiesta, sono finite sotto la lente d’ingrandimento altre due società del fotovoltaico: l’Enerplus 2010, gemella della Enerplus, srl. Le due imprese che avevano realizzato degli impianti nel palermitano avevano aumentato subito il loro valore, tanto da essere vendute a una società spagnola per oltre sei milioni di euro. I fondi sarebbero poi stati versati in due conti svizzeri: uno di Ingrassia e l’altro di Marco Sammatrice, nipote di Bonomo e socio della Green srl.