Svizzera al voto per il referendum sulla “espulsione per gli stranieri criminali”

I manifesti con le “pecore nere” espulse dal praticello elvetico pieno di candide pecorelle sono tornati sui muri svizzeri: domenica prossima, l’elettorato elvetico è infatti chiamato alle urne per pronunciarsi nuovamente sull’espulsione degli stranieri che commettono determinati reati. Promosso dal partito di destra anti-immigrati dell’Unione democratica di centro (Udc/svp) e osteggiato dal governo, il testo sottoposto al verdetto popolare chiede una severa attuazione di una precedente iniziativa sullo stesso tema approvata con voto popolare nel 2010. Stando agli ultimi sondaggi, gli avversari della proposta sono in crescita e per la prima volta dall’inizio della campagna sarebbero più numerosi dei sostenitori, ma l’esito della votazione resta incerto. L’ultimo rilevamento ha fatto infatti emergere un’inversione di tendenza con il 49% delle persone intervistate che respinge l’iniziativa, il 46% è favorevole e il 5% indeciso. In un precedente sondaggio, a metà gennaio, i sostenitori erano oltre la metà degli intervistati. Secondo il comitato organizzatore molti svizzeri non si sentono più sicuri nel proprio Paese dato che ogni 10 carcerati nelle prigioni svizzere, 7 sono stranieri. Questa situazione – dicono – è una conseguenza dell’immigrazione di massa incontrollata e delle pene non troppo severe comminate in Svizzera. «Gli stranieri che commettono reati gravi e gli stranieri recidivi non meritano di essere accolti nel nostro Paese e devono essere espulsi», affermano i fautori del testo che sarà votato domenica.

In Svizzera 7 carcerati su 10 sono stranieri

Ma nelle ultime settimane è ovviamente emersa una vasta mobilitazione di chi è contrario, con manifesti e appelli di personalità politiche, accademiche, del mondo dell’arte e dello spettacolo schierati contro l’iniziativa. Per contrastarla, sui muri svizzeri sono comparsi negli ultimi giorni manifesti dove la croce della bandiera svizzera su fondo rosso è disegnata a forma di svastica. Nel dettaglio, l’iniziativa chiede che gli stranieri che hanno commesso determinati reati vengano espulsi e stabilisce una lista dei delitti: per i più gravi, come l’omicidio, è prevista l’espulsione immediata. La stessa misura è prevista per reati meno gravi in caso di recidiva. Secondo il governo però, il testo dell’Udc «chiede che gli stranieri che commettono determinati reati siano espulsi automaticamente, a prescindere dalla gravità del reato, dall’entità della pena comminata e da altre circostanze» ed è quindi contrario alle regole della democrazia elvetica poiché elude il Parlamento e limita le competenze dei giudici. Particolarmente preoccupante per il ministro della Giustizia Simonetta Sommaruga è il caso dei cosiddetti “secundos” – figli di genitori stranieri, nati e attivi in Svizzera ma sprovvisti di passaporto elvetico – che rischiano l’espulsione anche in caso di crimini non gravi. «Sono una sostenitrice delle leggi severe, ma non di quelle ingiuste», ha detto Sommaruga alla stampa. Sempre domenica, gli svizzeri si pronunceranno su altri tre temi: il risanamento della galleria autostradale del San Gottardo che collega il nord ed il sud delle Alpi; contro la speculazione sulle derrate alimentari; l’eliminazione degli svantaggi fiscali per le coppie sposate.