«Sui conti di Marchini 60 milioni di euro sospetti». La replica: «Solo fango»

Sessanta milioni di euro della Banca Popolare di Vicenza, transitati su alcuni fondi lussemburghesi e finiti alle società di Alfio Marchini, che l’ispettore della Banca d’Italia ha segnato ai magistrati di Vicenza. Lo riporta il quotidiano Repubblica, che cita due verbali chiave dell’inchiesta della procura vicentina. Il Gruppo Marchini avrebbe anche accumulato con la Banca Popolare di Vicenza ben 75 milioni di euro di prestiti non restituiti. «Classico fango elettorale», ribatte lo stesso candidato sindaco al Comune di Roma, che replica: «È tutto alla luce del sole. «Sui 30 milioni di bond che i fondi hanno sottoscritto, sono stati pagati, mi dicono, interessi di circa tre milioni di euro. Era un bond al 5 per cento». Alla domanda del quotidiano se è vero che ci siano crediti incagliati per 75 milioni a nome del gruppo Marchini, il diretto risponde che «l’esposizione diretta è della società Lujan, da cui io sono uscito quando sono entrato in politica. La Lujan in questo caso è parte lesa e so che il management si sta confrontando con la banca. Di sicuro sono stati pessimi investimenti». In questa vicenda, Marchini non trova niente di meglio che prendersela con Fratelli d’Italia-An, in particolare con il suo capogruppo alla Camera. «Fabio Rampelli aveva annunciato a Sky che sarebbero uscite cose su di me da Vicenza. Evidentemente ha buoni informatori».

Bankitalia ha segnalato il flusso di denaro sui conti di Marchini

Il capo degli ispettori della Banca d’Italia Emanuele Gatti, ha rilasciato tra giugno e luglio due testimonianze ai magistrati di Vicenza che indagano sui finanziamenti che la Banca Popolare di Vicenza ha concesso per farsi acquistare le azioni. Gatti ha segnalato, tra l’altro, 350 milioni di euro che sono stati investiti in tre fondi del Lussemburgo, e poi attraverso vari passaggi sono finiti ad alcuni grossi gruppi imprenditoriali, tra cui appunto il Gruppo Marchini.