Socci: «Perché il Papa parla al Leoncavallo e non al Family day?»

Svela i suoi sentimenti più intimi Papa Bergoglio e confessa la sua grande preoccupazione per il calo verticale delle vocazioni. «Questo mi fa venire una tentazione contro la speranza», è stato il suo amaro commento durante la celebrazione della messa nella chiesa di Santa Marta per poi chiedersi: «Ma Signore cosa succede, perché il ventre della vita consacrata diventa tanto sterile?».

Il Pontefice preoccupato per il calo delle vocazioni

Di fronte ad un interrogativo così impegnativo e che proviene dalla più alta autorità morale e spirituale del mondo, è quasi impossibile fornire risposte esaurienti e convincenti. C’è però chi ci prova, come il giornalista Antonio Socci, che da tempo non lesina critiche al Pontefice. Socci non fa mistero di sentirsi orfano del magistero di Giovanni Paolo II e soprattutto di Benedetto XVI. All’attuale Papa ha invece dedicato il suo ultimo libro (“La profezia finale”) il cui sottotitolo è tutto un programma: “Lettera a Papa Francesco sulla Chiesa in tempo di guerra”. Socci, cattolico militante, è convinto che la Chiesa stia nel mezzo di una battaglia decisiva per le sorti del cattolicesimo e del cristianesimo ma è altrettanto certo che l’attuale successore di Pietro non solo non la stia combattendo ma stia addirittura collaborando con il nemico, cioè la «dittatura del relativismo».

Socci: «Il Pastore Francesco ha abbandonato il suo gregge»

A conferma di quanto va sostenendo da tempo, nel suo blog Socci cita il silenzio del Papa sul Family day, i cui organizzatori sono riusciti a gremire il Circo Massimo una folla immensa e trasversale che ha gridato il proprio “no” alle unioni e alle adozioni gay. «È imbarazzante – ha lamentato al riguarda il giornalista – che un papa così loquace, che parla con tutti, taccia ostinatamente su un tema che i suoi predecessori hanno definito, un tema che incendia il parlamento e mobilita così tanto il popolo cattolico». Ed in effetti, come ricorda ancora Socci, il papa «parlò perfino al Centro sociale Leoncavallo». Quello di Socci è ormai un crescendo:«Molti militanti cattolici in questi mesi nelle piazze si sono presi sputi e spesso il dileggio dei media. Dov’erano – si chiede ancora il giornalista – i pastori? E i politici cattolici?». Già, dov’erano?