Lo show di Beyoncé irrita Rudy Giuliani: “Rispetto per i poliziotti”

 

Il saluto alla “Pantere Nere” di Beyoncé, con le ballerine vestite di nero e il pugno alzato in segno di sfida, durante lo show di metà partita del Super Bowl ha diviso il pubblico tra applausi e proteste. Tra le voci contrarie, la più forte è stata quella dell’ex sindaco di New York Rudy Giuliani che ha definito “vergognoso” il gesto della superstar della musica. “Lo show di metà partita è stato ridicolo, questo è football, non è Hollywood”, ha detto l’ex sindaco, disgustato perché Beyoncé “ha usato lo ‘half time’ come piattaforma per attaccare i poliziotti che sono le persone che proteggono lei e proteggono noi e ci tengono in vita”. Secondo Giuliani “quel che dovremmo fare nelle comunità afro-americane e in tutte le comunità è costruire rispetto per i poliziotti. Concentrandoci sul fatto che quando qualcosa va storto, lavoreremo per correggerlo, ma che nella maggior parte dei casi la polizia lavora per la sicurezza di tutti”. La canzone che ha fatto discutere è l’ultima di Beyoncé, quella intitolata Formation. Pugno in aria e bandoliere a traverso sul petto, la cantante ha ripreso il saluto del Black Power davanti a un corpo di ballo vestito con la stessa microtuta di pelle della diva e basco nero, un altro simbolo del movimento politico per i diritti degli afro-americani, di ispirazione marxista, fondato nell’ottobre di 50 anni fa da Bobby Seale e Huey Newton non lontano dallo stadio di San Francisco dove si è giocata la finalissima tra Broncos e Panthers. Il gesto è lo stesso che due atleti olimpici di colore fecero alle Olimpiadi del 1968 scatenando una tempesta di polemiche. E come se non bastasse, nel backstage, dopo aver ricreato ballando una gigantesca ‘X’ nel campo di football (forse un riferimento a Malcolm X) le ballerine si sono fatte fotografare con un cartello su cui era scritto “Giustizia per Mario Woods”. Woods è un uomo di colore ucciso il 2 dicembre dalla polizia di San Francisco.