Scuola, anche il sindacato degli insegnanti prende per i fondelli Renzi

Affetto da “annuncite”, fuori legge, così impantanato nei propri errori da dover fare «mea culpa». È un giudizio senza appello quello che il sindacato degli insegnanti, Gilda, dà del governo Renzi. Un giudizio confermato dopo l’ultimo annuncio di ritardi sul concorsone.

Sul concorsone ritardi «fuori legge»

«Di ritardo in ritardo, la tabella di marcia sul concorso è stata ampiamente disattesa, in barba alla legge 107 che fissava l’indizione dei bandi entro il 1 dicembre 2015», ha spiegato il coordinatore nazionale della Gilda degli insegnanti, Rino Di Meglio, ricordando che «da due mesi si susseguono soltanto gli annunci, l’ultimo dei quali è arrivato dal sottosegretario Faraone che ha parlato di pubblicazione dei bandi “entro 15 giorni, al massimo entro fine mese”, confermando poi che la prova scritta del concorso si svolgerà a fine marzo». Uno slittamento continuo e fuori dai «termini stabiliti dalla legge», con cui «il Miur arreca un grave danno ai candidati che avranno ben poco tempo per prepararsi rispetto ai contenuti dei bandi».

Renzi ammette il caos sulla scuola

Un caos di cui è consapevole lo stesso Renzi che, come sottolineato ancora da Di Meglio, durante la scuola di formazione del Pd «ha ammesso che sulla scuola il governo ha fatto qualche pasticcio». «Il problema, però, non riguarda soltanto il concorso, ma tutta la riforma che, come la Gilda ha sempre ribadito, è un vero e proprio obbrobrio giuridico», ha chiarito il sindacalista, sottolineando che «adesso Renzi fa un mea culpa, sperando forse di recuperare consensi in vista delle elezioni amministrative, ma l’istruzione merita ben altro rispetto». «Il governo avrebbe fatto meglio nei mesi scorsi ad ascoltare la protesta unanime di tutto il mondo della scuola, invece di attaccare i sindacati accusandoli – ha concluso Di Meglio – di sobillare la protesta».