Sanremo pro-gay, Rampelli interroga la Rai. E la sinistra la butta sul fascismo

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L’arcobaleno, a Sanremo, non si tocca. Vietato dissentire dallo show pro gay in Europa-visione. E chi lo fa è un pericoloso fascista. Proprio così. Finora non è arrivata nessuna risposta all’interrogazione di Fabio Rampelli alla commissione di Vigilanza Rai per sapere che ruolo abbia avuto viale Mazzini nella regia arcobaleno del Festival, un evidente pressing a favore della legge sulle unioni civili e le adozioni omosessuali nelle stesse ore in cui il Parlamento è chiamato a esprimersi sull’argomento.

Rampelli denuncia la Rai arcobaleno

«Fazzoletti e nastrini arcobaleno…Chiara propaganda politica da parte della Rai a sostegno del matrimonio gay e dell’adozione di bambini da parte delle coppie omosessuali. Da chi è arrivata la gaia idea…?», chiede Rampelli in un tweet annunciando l’interrogazione. Le uniche reazioni sono state quelle scomposte e folkoristiche della sinistra. «Vedo che l’esponente di Fratelli d’Italia Rampelli non ha niente di meglio da fare che prendersela con i nastri arcobaleno. Capisco che chi ha predilezione del colore nero, abbia queste tendenze censorie ma un po’ di misura ogni tanto non guasterebbe», è stata la replica di Nicola Fratoianni, di Sinistra italiana.

Sanremo e la Tv di Stato

«Non sarà la battuta di Sinistra italiana a farmi cambiare idea – ha risposto Rampelli – l’arcobaleno ci piace dopo la tempesta, e non imposto dai vertici Rai. Io la camicia nera non l’ho mai indossata mentre Fratoianni la bandiera rossa la porta ancora. Confermo: vogliamo sapere come nasce l’iniziativa». Non si tratta di singole iniziative degli artisti a favore di una campagna specifica (dalla lotta contro il cancro alle unioni gay, alla liberazione dei marò), spiega Rampelli, ma della connotazione  univoca dell’intero Festival della canzone italiana,  trasmesso dalla televisione pubblica, per interferire sul dibattito parlamentare in corso e condizionare l’opinione pubblica.

Il web sente puzza di bruciato

Sul web in molti la pensano come il capogruppo di Fratelli d’Italia. Difficile negare che ci sia stata una regia ben collaudata e che la passerella arcobaleno sia stata organizzata fin nei dettagli. Per non parlare degli ospiti stranieri, da Elton John a Nicole Kidman passando per Hozier (gigantesco cuore arcobaleno sulla chitarra), nemmeno uno che non abbia testimoniato la “bellezza” e la “poesia” delle unioni omosessuali dando un colpetto a chi crede nella famiglia naturale, quella composta banalmente da padre madre e figlio. «La tv di stato dovrebbe essere neutrale» è il tam tam sui social. «Portare un fiocco di qualunque colore significa aderire a campagne di sensibilizzazione – risponde Rampelli su Facebook – qui la Rai ha costruito il festival con l’evidente intenzione di condizionare il Parlamento italiano nei giorni del voto su unioni civili e adozioni gay. E ne risponderà perché si tratta di una vergognosa ingerenza».