Rossi si candida alla segreteria del Pd. Ma lo fa “per il bene di Renzi…”

È il primo competitor ufficiale di Matteo Renzi alla guida del Pd. «A Pontedera, che è casa mia, annuncerò ufficialmente che mi candiderò alla segreteria nazionale del Pd e quindi lavorerò per raccogliere le firme necessarie per farlo». Parola di Enrico Rossi, governatore della Toscana, di provata fede bersaniana. Una candidatura di opposizione per virare a sinistra e superare la normalizzazione renziana. Rossi anticipa che scenderà in campo «con l’ambizione di superare la dinamica tra renziani e antirenziani. Per questo mi definisco convintamente rossiano».

Rossi in campo contro Renzi

La cautela è d’obbligo ma il governatore della Toscana non ha mai fatto mistero di non amare il partito della nazione rincorso dal premier e di temere, come tutta l’opposizione,  la perdita d’identità del Partito democratico. «Il Pd- deve essere un partito forte, di centrosinistra, ancorato ai suoi valori. Attenzione ad annacquarci troppo perchè più ti sposti verso destra, più perdi il tuo elettorato vero, di riferimento, quello che ha scommesso su di te, quello che ha scommesso anche su Renzi perché diventasse segretario e poi adesso vede in Renzi una speranza perché pure di sinistra questo governo di cose ne ha fatte».

Per amore del Pd

«Quello che mi sento di assicurare fin da ora è che non farò danni al Pd, perché penso che in un partito plurale come il nostro si possa esprimere le proprie opinioni anche senza dover poi portare via il pallone con il quale si gioca». Contro Renzi, pur riconoscendo l’abilità al timone di Palazzo Chigi, per marcare la  distanza da chi «come D’Attorre (che ha lasciato il partito per seguire Stefano Fassina) ha invece detto che si prendono schiaffi ogni giorno». L’obiettivo dichiarato da Rossi è quello non solo di uscire dal derby tra sostenitori e oppositori di Renzi ma di dialogare con la sinistra orfana. «Credo che in un partito ci si debba stare anche rispettandone la disciplina – ha concluso Rossi –  ed è per questo che dopo mesi di incontri e occasioni in cui ho espresso le mie idee ho sentito il dovere di candidarmi e di provare a superare certe divisioni mettendo in campo una proposta politica alternativa ma che non è contro nessuno».