“Rimborso ritardi bus? Una bufala”: il Codacons sbugiarda il governo

Il rimborso per ritardi superiori a mezz’ora è una “bufala” che “rischia di tradursi in una colossale presa in giro per gli utenti” di bus e altri mezzi pubblici. Così il Codacons, in una nota, commentando le novità contenute nella bozza del decreto sui servizi pubblici locali. “Per ottenere il rimborso del costo del biglietto in caso di ritardi, i passeggeri dovranno affrontare un vero e proprio percorso ad ostacoli, che quasi sempre li vedrà perdenti”, spiega il Presidente del Codacons Carlo Rienzi. Le aziende del trasporto, sottolinea, “potranno infatti appellarsi ad ‘eventi imprevedibili’ come causa dei ritardi, ed essere così sollevate da qualsiasi forma di indennizzo. Considerata la genericità della definizione ‘imprevedibili’, che potrebbe inglobare tutto, dalle auto in doppia fila al maltempo, siamo certi che raramente gli utenti riusciranno ad ottenere rimborsi”. Inoltre, evidenzia il Codacons , ciò vale “ancor più se si considera che in molte città le fermate dei bus non indicano gli orari precisi del passaggio dei mezzi, circostanza che rende impossibile stabilire quando il ritardo superi i 30 minuti”.

Sprecati 4 miliardi per le opere pubbliche incompiute

Il Codacons solleva anche la questione degli sprechi per le opere pubbliche lasciate a metà. “Crescono in Italia le opere incompiute: sono arrivate nel 2014 (ultimo dato disponibile dell’Anagrafe delle opere) a quota 868 da 692 nel 2013”. Il Codacons spiega che il costo per ogni famiglia italiana si attesta a 166 euro. Lo spreco complessivo – dicono i consumatori – è di 4 miliardi e 1,4 miliardi servirebbero per completarle. Il record negativo – spiega il Codacons – spetta alla Sicilia, regione che vede sul proprio territorio ben 215 opere rimaste incompiute (il valore assoluto massimo anche se la crescita dipende dal fatto che nell’anno precedente la regione non aveva comunicato il numero di incompiute). In Abruzzo le infrastrutture non portate a compimento sono passate dalle 33 del 2013 alle 40 del 2014; peggiore la situazione della Calabria: 64 incompiute del 2013, 93 nel 2014, mentre in Lombardia in un anno le opere non terminate sono passate da 19 a 35. Male anche la Puglia: 59 nel 2013, 81 nel 2014.