Rifiuti, indagato l’ex-assessore Pd di Livorno Nebbiai per abuso d’ufficio

Favorì una ditta che si occupava di movimento merci con un maxisconto che ha finito per gravare sulle casse di una società pubblica che ora a rischio fallimento. E’ gravissima l’accusa formulata contro l’ex-assessore al bilancio di Livorno Valter Nebbiai, Pd, della giunta guidata da Alessandro Cosimi, il destinatario di un avviso di garanzia nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione e l’amministrazione dei conti di Rifiuti, indagato ex assessore Pd di Livorno Nebbiai per abuso d’ufficio, la società dei rifiuti di proprietà del Comune di Livorno, al centro di accese polemiche e proteste da parte dei lavoratori per la decisione dell’attuale sindaco del M5s, Filippo Nogarin, di avviare il concordato preventivo per «evitarne il fallimento». L’inchiesta, portata avanti nel massimo riserbo da mesi e condotta dal Nucleo tributario della guardia di Finanza di Livorno coordinata dai pubblici ministeri Massimo Mannucci e Arianna Ciavattini.
Una delle contestazioni mosse a Nebbiai sarebbe l’abuso di ufficio. In particolare, scrivono i giornali, gli inquirenti contestano a Nebbiai di aver partecipato nel concedere alla ditta Elia, società che si occupa di stoccaggio e movimentazione merci, uno sconto di 250 mila euro sul debito Tia che avrebbe dovuto versare ad Aamps, società che versa oggi in gravissime condizioni finanziarie. Oltre a Nebbiai, che ha ammesso di aver ricevuto l’avviso di garanzia, ci sarebbero altri indagati, pare otto. Le ipotesi di reato nel fascicolo della Procura, che sta esaminando tutta i conti della gestione Aamps a partire dal 2012, sarebbero il falso in bilancio e l’abuso di ufficio.