Ragazza schiavizzata da marito e suoceri: arrestati i tre macedoni

Picchiata in testa con una bottiglia, frustata con cavi elettrici, segregata in casa e derubata dei pochi soldi che guadagnava come bracciante agricola. È il calvario subito in provincia di Foggia da una ragazza macedone, vittima del marito ventenne e dei suoceri di 37 e 40, tutti suoi connazionali, ora posti in stato di arresto con le accuse di lesioni personali, sequestro di persona e maltrattamenti in famiglia.

Le torture dei tre macedoni

A fine gennaio la giovane era riuscita a chiedere aiuto ai carabinieri, dopo essere scappata approfittando di un momento di distrazione dei suoi aguzzini. Agli uomini dell’Arma la ragazza aveva raccontato delle torture subite e mostrato le ferite provocate dalle frustrate. La vittima, che era stata soccorsa dal 118, aveva anche raccontato delle volte in cui il marito l’aveva picchiata sulla testa con una bottiglia, di come i suoi aguzzini la derubassero dei soldi che guadagnava facendo la bracciate e le impedissero di mettersi in contatto con i familiari.