Pulp Fiction a Milano: bulgaro rapisce ragazza per strada e la fa prostituire

Una storia brutale quella inflitta a Milano da un trentenne bulgaro a una ragazza, sua connazionale, costretta a vivere un incubo lungo 11 giorni e solo per aver incrociato lo stesso marciapiede di un criminale: uno di quei tanti pregiudicati a piede libero dopo aver scontato solo una parte della pena a loro comminata.

Bulgaro rapisce una ragazza alla fermata del bus

Una storia agghiaccinate per la estemporaneità dell’azione criminale (il sequestro) e la casualità della scelta della vittima da costringere poi alla prostituzione. Perchè è proprio così che è successo che la giovane bulgara è stata sequestrata: a caso, alla fermata di un autobus, mentre aspetta che arrivi il mezzo che la riporti a casa. Una persona come tante altre, per cui però un giorno che avrebbe dovuto essere come tanti altri, ha segnato l’inizio di un incubo. Era esattamente la notte tra il 25 e il 26 gennaio quando Vergil Sevdalinov, pregiudicato bulgaro di 33 anni, ha deciso di rapire una sua connazionale trentenne in via Forlanini mentre aspettava l’autobus, di stordirla mettendole un panno in faccia e di portarla in un container in un cantiere abbandonato in via Pitteri dove poi l’avrebbe picchiata (a calci, pugni e con una catena) e, dopo il massacro di botte, violentata. Ma quella notte di orrore sarebbe stata solo la prima…

La vittima è stata sequestrata, picchiata, stuprata e costretta a prostituirsi

Il giorno dopo, infatti, il bulgaro Vergil Sevdalinov ha costretto la sua vittima a prostituirsi in una zona fuori Milano che non è stata ancora identificata, e dopo quattro giorni in zona Corvetto. L’incubo è durato 11 giorni, quando la donna è scoppiata in lacrime nell’auto di un cliente ed è riuscita a convincerlo a contattare un suo connazionale che è passato a prenderla in macchina e l’ha accompagnata in Questura. Da quel momento gli agenti della Squadra mobile, diretti da Alessandro Giuliano, hanno avviato le indagini scoprendo che il criminale bulgaro Sevdalinov, non pago di quanto aveva fatto fino a quel momento, aveva anche provato a contattare il connazionale che aveva aiutato la giovane. A quel punto l’uomo è stato arrestato. Non solo: è emerso presto anche che lo straniero era già già stato condannato nel 2008 a sette anni per gli stessi reati, sequestro di persona, violenza sessuale e sfruttamento della prostituzione. Ma ne aveva scontati solo cinque…