Primarie, il Pd a Napoli si affida a un software anti-brogli (e anti-cinesi)

Nella foto ci sono vecchi, giovani e sconosciuti: da sinistra, Antonio Bassolino, Marco Sarracino, Antonio Marfella e Valeria Valente, i quattro candidati alle Primarie del Pd che si svolgeranno il 6 marzo a Napoli. In un clima di sospetti e veleni, come al solito, al punto che i Democratici hanno dovuto investire soldi e mezzi nella prima “app” anti-brogli (e anti-cinesi, viste le file e le polemiche recenti di Milano e di Napoli, qualche anno fa) per cercare di mettere ordine tra doppie votazioni ed eventuali folle di cinesi. Il nuovo software farà chiarezza, promette il segretario provinciale dei democratici Venanzio Carpentieri, in ciascuno dei 90 seggi  che saranno allestiti in città. Nei seggi ci sarà un computer, uno smartphone o un tablet. L’operatore, inserendo solo i dati personali del cittadino, potrà sapere in tempo reale se chi vuole esprimere la propria preferenza è iscritto nelle liste elettorali e se ha già votato in un altro seggio.

I candidati alle Primarie

«Sono candidato perché posso battere de Magistris e fare il sindaco di Napoli. Di nuovo come ho già fatto negli anni ’90 e posso farlo in modo nuovo, questo è il mio manifesto. Mi candido per andare non tanto contro de Magistris ma oltre de Magistris», ha detto Antonio Bassolino. «Con me sta nascendo il progetto di una nuova classe dirigente, siamo una generazione che non ha avuto la sua occasione ed è arrivato il tempo di prendercela, mentre altri già hanno avuto la loro occasione ed è giusto che passino la mano», ha replicato la pupilla di Renzi, Valeria Valente. «Siamo l’unica offerta politica che può dare una prospettiva per i prossimi vent’anni a Napoli», è invece la posizione di Marco Sarracino, giovane emergente.