Predappio rende omaggio a un suo militare disperso in Russia

Torna a casa, a Predappio, la piastrina dell’artigliere caporamaggiore Giacomo Valmori, disperso in Russia nel 1943, durante la seconda guerra mondiale. Per sabato prossimo è in programma una cerimonia, alle 10, nella sala del Consiglio Comunale: alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni e delle Associazioni combattentistiche e d’Arma, il sindaco Giorgio Frassineti consegnerà nelle mani di Giovanna e Laura Valmori la piastrina militare del loro padre. Giacomo Valmori era nato a Predappio il 14 novembre 1913: imbianchino, decoratore e pittore, fu richiamato alle armi nell’agosto ’42. Morì il 28 marzo ’43, nel campo di prigionia numero 56 Uciostoje presso la città di Tambov, nella Russia sud occidentale. La sua piastrina è stata trovata e recuperata dai predappiesi Amerigo Camugnani, Fiorenzo Guidi ed Enrico Panzavolta con una ricerca on-line, da tempo avviata per recuperare tracce e indizi sui soldati locali – una trentina di predappiesi – dispersi in Russia.

Disperso in Russia: analoga iniziativa per un alpino di Udine

Nei mesi scorsi un’analoga iniziativa è stata portata a termine per il ritrovamento della piastrina di Giuseppe Perotti, alpino della 21a compagnia del battaglione Saluzzo, II Reggimento alpini. Di lui non restava nulla: non un luogo di morte, non una data, nemmeno una traccia, tanto meno una tomba. Era semplicemente «disperso durante la ritirata». Tutto questo fino a quando è riemersa all’improvviso la sua piastrina. E questo grazie a Roberto Venturini, trentenne di Rivignano (Udine), anche lui un alpino: «L’ho trovata su un sito internet – ha raccontato – uno dei tanti, gestiti soprattutto da russi, che mettono all’asta vecchi cimeli della Seconda Guerra Mondiale. Materiale rinvenuto nella steppa, sui luoghi di battaglia». Una ricerca che continuerà per i tanti italiani dispersi in quella drammatica campagna di Russia e su altri fronti bellici.