Pd romano, la rabbia degli “epurati”: «Orfini si comporta come uno delle SS»

venerdì 26 febbraio 13:59 - di Redazione

«Oggi è morta la democrazia uccisa da Matteo Orfini». Questo il cartello funebre esposto da Marco Scipioni, presidente del VI municipio in rotta con i vertici del partito romano e territoriale, davanti Montecitorio. Durante un sit in insieme a consiglieri e assessori municipali a lui “fedeli”, Scipioni spiega: «Prima il Pd ha provato invano a sfiduciarci in Aula con Salvini e M5S. Poi è andato avanti con la più grande epurazione di massa che un partito democratico avesse mai fatto: due giorni fa, senza giustificazione, hanno espulso me e sospeso dal Pd otto tra consiglieri e assessori che mi hanno supportato. Ci hanno cacciato in un modo fascista, senza confronto per non darci la possibilità di ricandidarci». Gli assessori della giunta Scipioni sono stati sospesi per 18 mesi, i consiglieri per due anni. «Si sono comportati come le SS che dicevano o uccidi il tuo o verrai ucciso – dice l’assessore municipale Valter Mastrangeli -. Io mi sono rifiutato e sono stato politicamente accoltellato, per me questa sospensione è una medaglia al valore». Mastrangeli espone un cartello con su scritto: “Pd (disegnato con i coltelli, ndr) mamma li Turchi. «Posso capire Migliore – aggiunge – lui abituato a passare da un partito all’altro crede che chi rimane fedele vada punito». «Hanno ricandidato presidenti di municipi che, stando ad informazioni di stampa, sono stati citati nelle intercettazioni di mafia capitale o hanno ricevute risorse dalla cooperativa di Buzzi. A noi che non siamo mai stati coinvolti da Mafia Capitale ci hanno riservato questo trattamento», gli fa eco Scipioni.

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