Il Pd pronto a crocifiggere la Cirinnà, e i gay vogliono tornare in piazza

I senatori del Pd vagano un po’ intontiti, un po’ sbigottiti, un po’ arrabbiati. Qualcuno invoca il guizzo creativo di Renzi, qualcuno affila i coltelli per la resa dei conti interna che ha un obiettivo, anzi due: Monica Cirinnà e Beppe Lumia. A loro era affidata la trattativa con i Cinquestelle, e su di loro adesso piovono – come scrive la Stampa sul suo sito – le accuse di eccessiva ingenuità. Monica Cirinnà dice di sentisi tradita: i grillini avevano garantito i voti per far passare l’emendamento supercanguro che avrebbe falcidiato le altre richieste di modifica. Ma quell’accusa di tradimento coinvolge anche i colleghi del Pd perché la legge -spiega – era frutto di un compromesso interno al partito. Invece piano piano si sono sfilati prima i cattolici dem, poi Renzi, poi Zanda. In pratica una Caporetto per la paladina delle unioni gay. E adesso? Il testo tornerà a Palazzo Madama il 24 febbraio, tra una settimana. E può succedere di tutto: il pressing per stralciare la stepchild adoption è fortissimo. Gli organizzatori del Family day cantano vittoria e gli attivisti gay non sanno con chi prendersela. “Ora che Grillo è più democristiano, il Vaffa Day Gay lo organizzeremo noi”, dichiara il portavoce di Gay center. Ma i Cinquestelle puntano a loro volta l’indice contro il Pd: “Chiariamoci – spiega il deputato Mattia Fantinati – noi del M5S voteremo Sì alla Cirinnà e Sì alla stepchild adoption. L’unica unione che ci sembra innaturale è quella del governo. Renzi ha creato una maggioranza dai piedi d’argilla che non riesce a trovare un accordo per colpa dei troppi interessi da seguire, ma, se la legge passerà, vuole prendersene i meriti, nel caso non passi, vuole scaricare le colpe al M5S. Ecco perché noi, al contrario del Pd, siamo contrari al canguro e per il rispetto delle minoranze e siamo e saremo sempre per il voto palese”.