Il Pd incorona Fabio Fazio “re” della Rai e fa fuori Giannini con Ballarò

Un talk show per ogni rete generalista, qualche vendetta e una santificazione, quella del solito Fabio Fazio. Questa la fotografia della Rai renziana nello schema approntato dal dg Antonio Campo Dall’Orto e da Carlo Verdelli, secondo le indiscrezioni fornite dal Marco Castoro sul Messagero e poi rimbalzate sui siti. Quindi per la rete ammiraglia non ci sono dubbi: resta Porta a Porta, rigorosamente in seconda serata. Anche per Raidue si va verso la conferma di Virus, l’appuntamento del giovedì condotto da Nicola Porro. Tirando le somme, infatti,  la sua stagione è positiva, è cresciuto negli ascolti, ha vinto la sfida diretta con Formigli su La7, e schiera gli ospiti due alla volta, particolare da non trascurare, in quanto piace molto ai vertici dell’azienda. Su Raitre i talk di fascia serale sono due: Che tempo che fa con Fabio Fazio e di Ballarò con Massimo Giannini. La domanda su chi Renzi getterebbe dalla torre è un pleonasmo. Via Giannini e ponti d’oro (ancora) a Fazio, che veleggia col vento in poppa dei gradimenti renziani e si appresta ad essere “incoronato” re della Rai, pronto anche a sfidare  la leggenda Mike Bongiorno con il ritorno del Rischiatutto.

Fabio Fazio l’intoccabile della Rai

Insomma, Fabio Fazio intoccabile era ed intoccabile rimane. A questo punto, via Ballarò: i renziani in Vigilanza Rai glielo avevano promesso e probabilmente manterranno la promessa, con la scusa di «un solo talk per rete». Per Giannini, insomma, il congedo da viale Mazzini sarebbe imminente. La sua presa di posizione contro il governo Renzi, soprattutto nella vicenda di Banca Etruria-Boschi, sarebbe stata fatale, al punto che si è ipotizzato che il conduttore facesse megafono dell’opposizione interna al Pd. Siamo alla vendetta personale, soprattutto in considerazione del fatto che  “Che tempo che fa” non è un talk-show politico o di approfondimento, anzi si guarda bene dal navigare in acque pericolose, preferendo attualità, libri, musica e cinema. Dunque, la scelta non era così obbligata…