Il Pd e i gay le cantano ad Alfano: «Ma ‘ndò vai se la banana non ce l’hai?»

«Ma ‘ndò vai se la banana non ce l’hai?». Ricordate Polvere di stelle, il film con Alberto Sordi nei panni di Mimmo Adami, lo sfigato capocomico in balìa della fame e dei drammatici eventi dell’8 settembre, costretto con la compagna Dea Dani (Monica Vitti) a guardarsi dai tedeschi in ritirata e dagli americani in arrivo? Grazie al film, quel motivetto è assurto a dignità di inno ufficiale del doppiosenso italico, ma da allora la strofa viene intonata soprattutto per evidenziare la sproporzione tra l’obiettivo dichiarato (lo ‘ndò vai?) e i mezzi di cui si dispone (la banana) per poterlo centrare. Non è un caso che che il duo Adami-Dani lo canti nella Bari già “liberata” dai vincitori americani, quasi a sfottere gli sconfitti, i tedeschi: ‘ndò vai?, appunto. Più o meno lo stesso interrogativo che, fatte le debite proporzioni, sembra porsi l’Unità in un commento di Claudia Fusani al “basta!” urlato da Angelino Alfano all’annuncio del Pd di mettere in cantiere le adozioni, comprese quelle da parte di coppie gay. «Fa la voce grossa – ha ironizzato la cronista – il segretario di un partito il 2%. Il Pd non sente.» Appunto, ‘ndò vai, caro Alfano, senza banana? L’Unità non è un giornale qualsiasi ma l’organo ufficiale del Pd, il partito guidato da Renzi, di cui Alfano è il principale alleato parlamentare se non proprio politico. E se è questa l’accoglienza che il quotidiano fondato da Antonio Gramsci riserva ad un “basta!” tutto sommato innocuo e di sicuro solo temporaneo, c’è da chiedersi che cosa arriverà a scrivere nel momento in cui il capo del Ncd dovesse solo accennare ad una reazione un tantinello più risoluta. Ma, a pensarci bene, forse non ce ne sarà neppure bisogno. Sì, perché alla fine Alfano lo capirà da solo che non è aria per fare il recalcitrante. Giusto il tempo di vedere Verdini sistemarsi a proprio agio tra gli scranni della maggioranza e ascoltare proprio da lui la seconda strofa del motivetto della banana, quella che canta: «Vieni con me e te la farò vedè…».