Parisi: «A Milano tutto il centrodestra è con me, Sala ostaggio della sinistra»

«Volevo essere certo di avere un consenso ampio da parte della coalizione che mi dovrà sostenere. Soprattutto le garanzie avute da chi mi sosterrà mi hanno spinto a rompere gli indugi». Così Stefano Parisi (a sinistra, nella foto) spiega al Corriere della Sera la sua decisione di candidarsi a sindaco di Milano per il centrodestra. «Ho riflettuto molto perché questa decisione cambia i miei orizzonti: ma credo che si debba reagire a questo senso di rassegnazione nei confronti della politica», aggiunge. «Il centrodestra ha perso oggettivamente terreno e dal 2011 a Milano molta gente è delusa e ha smesso di votare. Questo esperimento credo ci consentirà di ricostruire una maggioranza moderata, aperta anche al mondo riformista e liberal democratico di questa città, che ha voglia di liberare le energie positive. Guardo anche all’esperienza che sta facendo Corrado Passera: siamo amici e ha fatto un grande lavoro di analisi che deve trovare casa in questa coalizione».

Parisi attacca Sala: sarà ostaggio della sinistra

Secondo Parisi, “bisogna occuparsi della vita quotidiana delle persone, perché la buona amministrazione viene dalla qualità dei servizi e dalla buona organizzazione”. «E poi questo amministratore avrà a che fare con un condominio digitale: è inaccettabile che il Comune, che ho lasciato 15 anni fa, abbia ancora 130 banche dati che non parlano fra di loro. Digitalizzare vuole dire maggiore efficienza e trasparenza». Il suo profilo simile a quello del candidato avversario Giuseppe Sala (a destra, nella foto)? «Veniamo da esperienze di lavoro in parte simili, lo stimo ed è possibile trovare punti in comune nei nostri programmi. Ma c’è una differenza fondamentale. Il nostro disegno di una città libera e aperta trova l’appoggio e il consenso pieno della mia maggioranza. Sala invece dovrà fare i conti con il radicalismo di sinistra e la forte subalternità a Roma: sentiremo molti annunci che non potrà concretizzare».