Parisi e (forse) Marchini: la svolta moderata e civica di Salvini

Radicale nei contenuti, centrista nelle alleanze: è questa la novità del l’approccio del leader della Lega Matteo Salvini nella partita delle candidature per le amministrative, che trova il centrodestra in ritardo, ma non del tutto a zero. E stato Salvini, ad esempio, a battersi perché a Milano il candidato fosse Parisi, il manager moderato che ha un profilo tecnico e abbastanza sovrapponibile a quello del candidato di centrosinistra Sala, convincendo Berlusconi a mettere da parte le ipotesi di candidature dure e identitarie come quelle dei giornalisti Del Debbio e Sallusti, si legge su “La Stampa”.

Realpolitik e candidati “moderati”: ecco la svolta di Salvini

Lo schema salviniano s’è imposto per la sua semplicità: aspettiamo di vedere cosa decide il centrosinistra; se Sala alle primarie è battuto da Balzani, ragioniamo pure su un nome da battaglia, ma se alla fine prevale il capo di Expo, l’avversario che dobbiamo mettere in campo dev’essere abbastanza simile a lui. Con questo criterio, Salvini ha resistito alle pressioni interne.

La novità della politica italiana è la svolta centrista della Lega

Salvini, che si aspetta elezioni anticipate nel 2017 piuttosto che alla scadenza naturale del 2018, preferisce tenersi le mani libere e continuare a lavorare per allargare la presenza del suo partito a livello nazionale. Più complicata la partita per Roma. Salvini, che non lo dirà mai a voce alta, è per Marchini, il candidato civico che già corse contro Marino la volta scorsa, su cui è caduto il veto di Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia. Anche in questo caso l’eurodeputato segretario della Lega è convinto che la partita vada giocata senza volti di partito, specie in una situazione, come quella romana, in cui sono ancora aperte le ferite dello scandalo di Mafia Capitale e fresca la memoria di una forma di consociativismo che vedeva destra e sinistra governare insieme aprendo la strada al meccanismo della corruzione. Sostenere a Roma la lista civica di Marchini è per Salvini, che in questo si trova d’accordo con la parte romana di Forza Italia, l’unica strategia che consentirebbe di portare il centrodestra al ballottaggio e forse alla vittoria.