Papa Francesco: luci e ombre su un Papa imprevisto

A Marzo saranno due anni dall’elezione di Jorge Mario Bergoglio al soglio papale, 266° Padre della Chiesa cattolica e Vescovo di Roma. Non è ancora tempo di bilanci, ma è tempo di un primo giudizio. Elezione imprevista e stupefacente in quanto questo Papa veniva dall’Argentina, dalla “fine del mondo” . Tutte le cose impreviste suscitano grande attesa e questa sicuramente Papa Francesco l’ha determinata. E’ il primo Papa gesuita della storia della Chiesa. Nella storia del cattolicesimo i Gesuiti vengono ritenuti spesso come una sorta di “massoneria” e spesso dietro loro si scorge l’ombra lunga di complotti e manipolazioni, in quanto da 500 anni i gesuiti sono uno dei gruppi più potenti della Chiesa. Le prime impressioni su Papa Francesco sono state sicuramente di atti fortemente positivi, soprattutto orientati a moralizzare la struttura ecclesiale, non scevra da mali consolidati.

Trasparenza all’interno della Chiesa

 

Tra questi la bonifica della Banca di Stato Vaticana, lo IOR, cioè l’Istituto Opere di Religione, troppo spesso usato come lavatrice di denaro sporco e riciclaggio di denaro di provenienza illecita per essere reinvestito o trasferito in investimenti trasparenti ( sembra che in passato solo il 20% del denaro di quella banca venisse investito in opere di bene e l’altro 80% per lespese di gestione e mantenimento della Chiesa, oggi quel 20% sarebbe salito oltre il 30% con l’obiettivo di crescere ancora); la lotta alla pedofilia nel mondo religioso, motivo di grande sofferenza per l’intera esistenza dei futuri adulti, con allontanamento anche di Vescovi e Cardinali coinvolti o reticenti; il ritorno alla pratica dell’umiltà e della parsimonia tra i religiosi rispetto ad atteggiamenti di distacco aristocratico o di vita opulenta e di ostentazione di ricchezza.

Politica estera

Anche sulla politica estera atti coraggiosi di ripensare il ruolo di Nazioni e popoli esclusi dal pensiero prevalente dell’Occidente. Se si pensa alla questione siriana è stato l’atteggiamento fermo e risoluto di Papa Francesco che ha salvato la Siria di Assad dall’occupazione islamica e dalla catastrofe ed ha permesso alla Russia di Putin di fornire sostegno militare determinante che sta mettendo all’angolo l’Isis. Anche sul recupero dello scisma con la Chiesa cristiano-ortodossa, per la costruzione dell’unità dei credenti che possa porre un solido argine all’ateismo dilagante in Occidente e all’aggressività islamica; questo Papa ha costruito ponti e prospettive fino ad oggi impensabili, anche con la Chiesa coopta di Egitto. L’incontro a Cuba con il primate di Mosca è stato un capolavoro geo-politico perchè si è svolto al di fuori dall’Europa e quindi in una prospettiva globale e di grande influenza per il Continente americano che a tutt’oggi influenza il mondo.

«Chi sono io per giudicare»

Ma qui si fermano gli aspetti positivi perchè ci sono quelli fortemente negativi, che cominciano con la sua affermazione fondante “chi sono io per giudicare”. Lui è il successore di Pietro, il Capo della Chiesa cristiana e cattolica, investito del Crisma della infallibilità, non tanto sulle scelte temporali sulle quali la storia ci insegna che il giudizio è sempre aperto, quanto sulle scelte teologiche, etiche e morali. Su queste Lui ha Titolo Assoluto per giudicare. Sennò cade tutto, in primis la Fede che appunto è un atto non legato al giudizio della ragione, ma dono spirituale. Qui arrivano i problemi: quando afferma che se un islamico che si sente offeso, magari per un articolo di giornale o una vignetta, può dare un cazzotto (e il cazzotto di un islamico integralista è una raffica di kalashnikov o una cintura esplosiva o una strage con un’auto bomba) trovo fortemente da ridire. Quando afferma, e va sottolineato, che la famiglia è quella naturale delle Sacre Scritture, di un uomo e di una donna che diventano padre e madre e procreano figli, sostiene ciò che appartiene da sempre alla leggi della Chiesa; ma quando non sostiene con forza le battaglie conseguenti come sull’omosessualità, suscita perplessità, finanche delicate spaccature tra Vescovi e Cardinali come  all’interno dell’ultimo  Concistoro dedicato a questo tema.

 

Immgrazione e Misericordia

Lo stesso vale sul tema dei emigranti, non in quanto anch’essi non siano figli di Dio e meritevoli di soccorso, assistenza e solidarietà, ma attraverso l’apologia di politiche devastanti per i popoli europei ed occidentali, foriere di prospettive di secoli bui. Dopo le invasioni barbariche del IV° Sec. d.C. crollò l’intera civiltà occidentale e ci vollero quattro secoli, fino al Sacro Romano Impero di Carlo Magno, per ripartire. I cristiani dovettero riparare in monasteri ed abbazie fortificate e la vita dei fedeli nelle città e centri urbani e rurali fu per secoli funestata da saccheggi, omicidi, violenze soprattutto sulle donne e razzie di ogni genere. Tutto fu abbruttito, declinarono l’arte, la cultura, le scienze e in quel periodo la gente cercava di rinchiudersi più lontano possibile da ogni tipo di accessibilità. Le rocche, i castelli, le fortificazioni che oggi ammiriamo erano in realtà allora il simbolo della reazione alla disperazione. Fu un attacco alla civiltà fin lì costruita, pur sempre con difetti e limiti, ma il cui livello di progresso, di sviluppo economico e sociale, di diritti e di rispetto per l’uomo era indiscutibile. Che arrivò ai grandi assedi, il più terribile dei quali fu l’assedio di Vienna, ormai in epoca molto avanzata, ma che aveva comportato la distruzione della storia dei paesi baltici in particolare della Bulgaria. Ma il colpo finale è l’utilizzo distorto del temine “misericordia”. Non che la “Misericordia” non sia una virtù imprescindibile del cristiano e della Chiesa. Ma utilizzata distortamente ed indifferentemente, senza puntualizzarne il significato, comporta la giustificazione di ogni atto, di ogni nefandezza, di ogni comportamento antagonista alla natura e alle leggi cristiane. Cioè un autogol senza limiti che dà agli altri la possibilità di distruggerci fornendogli la giustificazione per accettare il loro comportamento. La “misericordia” comporta la sottolineatura e il riconoscimento dell’errore, non può essere la comprensione dell’errore perchè altrimenti è il suicidio stesso del popolo cristiano. In questo Papa Benedetto XVI fu esemplare nel puntualizzare la necessità per la Dottrina cristiana di chiarire l’eresia e la sua unicità rispetto ad ogni altra religione perchè è la “Religione”. Se non si può giudicare è vero tutto ed il contrario di tutto.

 

Papa Francesco, amato dai non credenti

Papa Francesco, Pontefice dotato di grande popolarità, rischia di essere però amato dai non-credenti e abbandonato dal popolo dei credenti. Ne è certo un segnale lo scarsissimo successo del Giubileo straordinario, che vede addirittura le udienze con Papa Francesco scarsamente frequentate e l’unico momento di grande partecipazione fu quello dedicato all’esposizione delle reliquie di Padre Pio, con un’affluenza veramente straordinaria di fedeli. Ma Padre Pio rappresenta un pensiero forte del cristianesimo contrapposto al pensiero debole di Padre Bergoglio. Forse ha ragione Padre Alessandro, un giovane sacerdote da molti anni in missione in Africa, che mi confidava recentemente a Roma che, a suo parere, un certo “scisma” è già in atto. Ma va detto che da duemila anni nessuno a tutt’oggi è riuscito a distruggere la Chiesa di Pietro. Ed anche alcune decisioni di Papa Francesco, che forse puntano molto più alla comunicazione che a farsi comprendere e a valutare le conseguenze delle parole degli atti , sarannno recuperate dall’evidenza degli avvenimenti.