Padova, era fuggita con l’Isis ma ora piange: “Voglio tornare a casa mia…”

Adesso piange, ma prima voleva terrorizzare l’Occidente: “Mi sono pentita, voglio tornare a casa”, è infatti la richiesta di aiuto lanciata dalla Siria a un familiare da Meriem Rehaily, la 19enne di origini marocchine fuggita da Arzegrande (Padova) nel luglio scorso per arruolarsi nelle file dell’Isis. La telefonata, secondo quanto riportato dal Gazzettino di Padova, sarebbe avvenuta un mese fa. Meriem ha chiamato al cellulare un suo parente e ha detto di non voler più essere una militante dell’Isis e di desiderare solo di tornare a casa. La giovane dopo essere sparita aveva pubblicato in internet con il nome di “Sorella Rim” contenuti inneggianti allo stato islamico. Cosa che aveva fatto peraltro anche prima di scomparire postando sotto il simbolo dei “Lupi solitari” l’elenco di dieci obiettivi da eliminare, uomini delle forze dell’ordine di cui aveva inserito foto e indirizzo di residenza, risultati poi non completamente esatti. E proprio attraverso la rete sarebbe stata in precedenza reclutata tra le file dei foreign fighter.  La chiamata al familiare è stata intercettata dagli investigatori dei Ros che hanno fatto scattare il protocollo internazionale con l’obiettivo di proteggere Meriem ma soprattutto la sua famiglia. Il timore è che l’annuncio di diserzione della ragazza possa convincere i terroristi dell’Isis a tentare una ritorsione nei confronti degli stessi parenti della giovane. Secondo una ricostruzione, per fuggire dall’Italia Meriem si sarebbe imbarcata da Bologna su un aereo diretto in Turchia e da qui avrebbe raggiunto la Siria.

La ragazzina marocchina era fuggita da Padova l’anno scorso

Intanto si apprende che alla vigilia degli attacchi di Parigi sono arrivati in Europa decine di foreign fighter dell’Isis, fino a 60. Progettavano attacchi simultanei in almeno cinque città. Sono le ultime rivelazioni degli 007 occidentali che indagano sulla terribile notte del 13 novembre scorso nella capitale francese, e che lavorano giorno e notte per svelare tutte le diramazioni dello Stato Islamico nel Vecchio Continente. Fonti di intelligence citate dalla Cnn spiegano che nel mirino dei terroristi nell’autunno scorso non c’era solo Parigi ma – tra gli altri obiettivi – Londra, Berlino e una delle principali città del Belgio. Nel dettaglio, i terroristi dedicati all’azione che ha sconvolto Parigi erano una ventina, ma in giro per l’Europa ce ne potrebbero essere altri 40, inviati nella seconda metà dello scorso anno direttamente dai leader dell’Isis. Le informazioni su questa nutrita pattuglia di potenziali attentatori sono però molto vaghe e frammentarie. E – ammettono gli stessi 007 – la principale preoccupazione ora è che quasi tutti questi foreign fighter non sono stati identificati e non si ha la minima idea di dove si trovino. Non si conosce nemmeno chi agisca in gruppo, in seno a delle cellule organizzate, e chi invece possa agire come “lupo solitario”. Tutto ciò a conferma che l’allarme per imminenti nuovi attentati rimane elevatissimo in tutta Europa. Anche perché i foreign fighter finora rientrati nel Vecchio Continente sarebbero almeno 1.900, sparsi ovunque. Le fonti riportate dalla Cnn spiegano anche come Abu Mohammed al-Adnani – il cosiddetto portavoce dell’Isis, responsabile delle operazioni esterne del gruppo e uno dei principali obiettivi delle intelligence occidentali – è la figura-chiave dietro al piano ambizioso di seminare il terrore in tutta Europa.