Oscar, l’Italia vince con Morricone. E si riscatta dalle figuracce di Renzi

La platea di Hollywood si inchina al genio di Ennio Morricone. Anzi, si alza in piedi per una toccante standing ovation tributata in onore di un talento creativo da decenni al servizio del cinema premiato finalmente con un Oscar attribuito al compositore italiano per la miglior colonna sonora originale nel film The Hateful Eight di Quentin Tarantino. Una serata, quella degli Academy Awards, che ha visto anche la conquista della prima – sudata – statuetta di Leonardo DiCaprio, premiato per la magistrale intepretazione resaa in The revenant di Inarritu: entrambi apparsi emozionatissimi  e grati sul palco del Dolby Theater di Los Angeles, trionfatori di questa ottantottesima edizione degli Oscar dopo anni di tentativi andati a vuoto . Cinque per DiCaprio, sei per Morricone che pure nel 2007 aveva ottenuto un Oscar alla carriera ma che non aveva mai smesso di sperare in un premio vinto per una delle sue straordinarie e leggendarie colonne sonore.

Oscar, la serata di Morricone e DiCaprio

Il maestro Morricone, ottantasette anni, riscatta le mortificazioni internazionali incassate soprattutto negli ultimi mesi di governo renziano. È lui a tenere alto il tricolore e a omaggiare la creatività dei nostri artisti. È lui a  fare storia con il suo talento, con l’ennesimo, ambito riconoscimento, con l’applauso commosso e ininterrotto della platea americana. E subito le attestazioni di stima istituzionali fanno a gara per affastellarsi a rivendicare un successo tutto made in Italy.  E allora, Morricone è salito sul palco accompagnato dal figlio Giovanni e, con la voce rotta dalla commozione ha ringraziato l’Academy, i colleghi candidati insieme a lui, Tarantino e Harvey Weinstein ma poi, come del resto il pubblico si apsettava da lui, ha voluto concludere ringraziando sua moglie, compagna silenziosa e immancabile del maestra di sessant’anni di vita. DiCaprio, invece, che con la statutetta strappata finalmente ai giurati hollywoodiani ha riscattato anni di diffidenza critica esercitata nei suoi confronti da una critica progressista volutamente miope nei suoi confronti dopo il trionfo di Titanic, crice e delizia del suo curriculuym, che è valsa al giovane attore la lettera scarlatta dell’interprete dal successo facile e kolossale, ha voluto dedicare lo spazio del suo discorso ad un tema a lui caro, quello dei riscaldamento globale. Smarcandosi definitamente dallo snobismo di chi – giurati delle passate edizioni compresi – lo ha liquidato come giovane star tutta genio e sregolatezza. E invece no:in linea con le tante stelle del firmamento hollywoodiano, anche Di Caprio, promosso con la statuetta per la sua suggestiva intepretazione di The Revenant, ha svenotlato sul blasonato palco di Los Angelse il vessillo dfdell’impegno ambientalista che tanto piace a buona parre degli americani politically correct, anche al cinema. «Per girare The Revenant abbiamo dovuto andare quasi al polo. Il 2015 è stato l’anno più caldo della storia, i cambiamenti climatici sono una realtà che sta accadendo adesso, dobbiamo smettere di procrastinare, bisogna agire per l’umanità e per le comunità indigene, per i figli dei nostri figli, le cui voci sono poste sotto silenzio dall’avidità di pochi».

L’Oscar a Morricone: solo l’ultima conferma di una vita di successi

Niente ammiccamenti demagogici o richioami all’ordine ambientalista per Morricone invece: i rifelttori si accendano solo sul suo innato talento, omaggiato ancora una volta col suo lavoro e che adesso, dopo anni di speranze e corteggiamenti professionali, grazie alla collaborazione cinematografica fortemente voluta da Tarantino, ha potuto finalmente tradursi in musica da Oscar. Un traguardo che esalterebbe chiunque, ma non lui: forse perché abituato alla grandezza: la sua e quella dei maestri del cinema con cui ha collaborato nel corso di sessant’anni di carriera appunto. Forse perché più che da un premio il maestro è gratificato dal successo internazionale delle sue opere e dalla soddisfazione che pubblico e critica di settore gli hanno sempre tributato; o forse, semplicemente perché – a 87 anni compiuti e dopo una vita di trionfi e di riconoscimenti – i membri della severissima giuria hollywoodiana si sono arresi al veterano della musica per cinema. E non solo…

Gli altri premi dell’Oscar 2016

1) Miglior film: Il caso Spotlight

2) Milògiore regia: Alejandro Gonzales Inarritu

3) Migliore attrice protagonista: Brie Larson in Room

4) Migliore attore non protagonista: Mark Rylance per Il ponte delle spie

5) Miglior attrice non protagonista: Alicia Vikander per The Danish girl

6) Migliore sceneggiatura originaleSpotlight

7) Migliore sceneggiatura non originaleLa Grande Scommessa

8) Migliore film straniero: Il figlio di Saul

9) Migliore documentario: Amy

10) Migliore corto: Slutterer