Ops… Expo ha un buco di 32 milioni. Ma Sala e Renzi nascondono le carte

Il mistero sui conti dell’Expo si arricchisce di un nuovo capitolo e irrompe nella campagna elettorale gettando ombre sulla candidatura a sindaco di Milano di Beppe Sala. Ieri sono stati resi noti i conti della manifestazione e la realtà è molto diversa da quella che l’ex commissario aveva raccontato fino a pochi giorni fa, scrive “Libero”.

Certificazione da parte del cda di un buco per il 2015 di 32,6 milioni di euro

La perdita, spiegano i consiglieri nella relazione, è dovuta in gran parte alle «spese strutturali» che incidono per 4 milioni al mese (che non si sono fermate con la chiusura di Expo) e che potrebbero portare la società a restare a secco nel giro di tre o quattro settimane. Anche qui a scriverlo nero su bianco, è il collegio sindacale che chiede al cda di fare «chiarezza in relazione alla necessità di risorse per la liquidazione».

Un conto salato che, neanche a dirlo, dovrà essere pagato con soldi pubblici

Sempre il cda del 9 febbraio ha stabilito che per il 2016 alla società serviranno 58,3 milioni di euro (39,6 per lo smantellamento dell’area e 18,7 per la chiusura dell’azienda), cifra che dovrebbe ridursi grazie al programma del Fast Post Expo (in pratica l’Expo del Design organizzato dalla Triennale) a 38,8 milioni. Di questi 15,5 saranno in capo al ministero dell’Economia (che dovrebbe entrare in società lunedì), 7,8 a testa per Regione e Comune e 3,9 a Città Metropolitana e Camera di Commercio.

Beppe Sala nelle varie occasioni aveva sempre negato buchi

Lo scorso 18 gennaio, alla vigilia delle primarie Pd, di fronte ai dubbi sugli scarni dati di bilancio forniti, spiegava: «Se uno non si fida dei bilanci vuoi dire che non si fida dei revisori, della Corte dei Conti, non c’è nessun buco e questa disinformazione è preoccupante». Dichiarazioni clamorosamente smentite dai numeri forniti ieri e che spiegano che proprio revisori e organi societari vari hanno certificato che il buco c’è, E anche bello grosso. L’altro fatto grave è stata la reazione di Sala che non ha saputo reggere il confronto con i cronisti.