Omicidio di Yara, anche i consulenti informatici abbandonano Bossetti

La difesa di Massimo Bossetti, unico imputato per l’omicidio della tredicenne Yara Gambirasio, perde pezzi: anche i consulenti informatici, che dovevano verificare se sul computer del muratore erano state effettuate ricerche a sfondo sessuale, hanno abbandonato l’incarico. All’origine dell’abbandono, secondo la difesa, non vi sarebbero discrepanze sulla linea difensiva ma impegni da parte dei consulenti che renderebbero incompatibile l’incarico.

Omicidio di Yara, il difensore di Bossetti nega contrasti

Uno dei difensori di Bossetti, Paolo Camporini, ha spiegato che i periti hanno abbandonato l’incarico per “questioni di opportunità” in quanto, di recente, hanno assunto degli impegni di carattere istituzionale, compresa una consulenza per il Ros dei carabinieri. Il legale ha anche precisato che «non vi è stato alcun contrasto nè con la difesa, nè con l’imputato». I consulenti, secondo il legale, a fronte di questi nuovi incarichi, hanno manifestato «un profondo disagio» nel proseguire l’attività con i difensori del muratore.

La difesa resta senza periti

Ma l’abbandono dei consulenti informatici ha messo in difficoltà la difesa di Bossetti che sarà costretta a nominarne altri. Per Camporini questa incompatibilità tra l’incarico affidato ai consulenti e quelli per conto dell’autorità giudiziaria e forze dell’ordine non esiste: «Non sussiste perché è un incarico assunto in precedenza e poi c’è un dovere di mandato: prima di rinunciare a un mandato, visto che c’è un imputato che rischia l’ergastolo, ci vogliono ragioni vere, valide». A proposito delle ricerche a sfondo pornografico nei computer di Bossetti, Salvagni ha ricordato che già il tribunale del riesame di Brescia aveva detto che «sostanzialmente che non vi è alcuna certezza su chi fosse il reale utilizzatore del computer, visto che la famiglia è composta da più persone, e non si possono automaticamente attribuire queste attività a Bossetti».

I carabinieri: sul pc effettuate ricerche a sfondo sessuale

Ma nell’udienza di oggi due carabinieri del Racis hanno ricostruito in aula gli accertamenti eseguiti sui computer di Bossetti. I militari hanno detto che dal computer del muratore di Mapello sono state effettuate ricerche a sfondo sessuale con le parole chiave “ragazzine con vagine rasate” e “ragazze vergini rosse”. L’unica data che è stato possibile accertare per tali ricerche è quella del 29 maggio 2014, quindi dopo il ritrovamento del cadavere di Yara.