Olio di oliva: è boom di consumi, ma le frodi aumentano del 278%

In una sola generazione sono raddoppiati i consumi mondiali di olio di oliva, con un balzo del 73% negli ultimi 25 anni che ha cambiato la dieta in molti Paesi, dal Giappone al Brasile, dalla Russia agli Stati Uniti. Sono i risultati di un’analisi della Coldiretti in occasione della presentazione del rapporto “Olio extra vergine di oliva italiano e consumatore mondiale” di Unaprol/Ixé. Nel mondo sono stati consumati complessivamente 2,99 miliardi di chili di olio di oliva nel 2015, con la vetta della classifica conquistata dall’Italia con 581 milioni di chili. Poi la Spagna con 490 milioni di chili, ma sul podio salgono a sorpresa anche gli Stati Uniti, con un consumo di 308 milioni di chili e un aumento del 250% in 25 anni. La crescita dei consumi  è avvenuta in modo vorticoso negli ultimi 25 anni anche in altri Paesi, a partire dal Giappone dove l’incremento è stato del 1400%, per un consumo di 60 milioni di chili nel 2015. Si segnalano anche la Gran Bretagna, con una crescita del 763%, a 59 milioni di chili, e la Germania che, con un incremento del 465%, raggiunge i 58 milioni di chili.  L’Italia nel 2015, secondo le stime Coldiretti, ha esportato 320 milioni di chili di olio di oliva nel mondo, dei quali quasi 100 milioni diretti negli Stati Uniti.

Olio: aumenta l’export, ma crescono anche le frodi

Ma se da un lato aumenta il consumo, dall’altro si sono quadruplicate le frodi con un incremento record del 278% rispetto all’anno precedente del valore dei sequestri di questi prodotti perché adulterati, contraffatti o falsificati. Un’impennata rispetto al 2014 dovuta al moltiplicarsi dei casi di olio di oliva importati che vengono mescolati con quelli nazionali per diventare italiani, a danno dei produttori e dei consumatori. A questo fenomeno, denuncia la Coldiretti, non è certo estraneo il fatto che nel 2015 sono aumentate del 481% le importazioni dell’olio di oliva della Tunisia per un totale record di oltre 90 milioni di chili.