Obama? «Un nero erede degli schiavi». Bufera sul deputato giapponese

Voleva essere un esempio positivo, per dimostrare il dinamismo della società americana. La decisione di un deputato giapponese di definire Barack Obama «discendente di schiavi», però, ha avuto un effetto totalmente diverso, precipitando il politico in un turbine di polemiche e accuse di razzismo.

Le polemiche per il commento su Obama

Protagonista della vicenda il deputato conservatore Kazuya Maruyama che ha citato l’esempio dell’elezione alla presidenza di «un uomo di colore discendente dagli schiavi» come prova provata dell’efficacia dell’ascensore sociale americano. Ne sono scaturite immediatamente le critiche dell’opposizione e una richiesta da parte del capo di Gabinetto, Yoshihide Suga, perché il deputato chiarisse le sue osservazioni. Il segretario del partito Sadakazu Tanizaki ha poi rimproverato formalmente l’autore del commento, accettandone infine le scuse.

Altro che sobrietà giapponese…

La gaffe di Maruyama arriva dopo una serie di incidenti che hanno investito sia parlamentari sia esponenti del governo. Pochi giorni prima, il ministro dell’Ambiente Tamayo Marukawa, una popolare ex annunciatrice televisiva, aveva dovuto scusarsi per aver definito il processo di decontaminazione in atto a Fukushima «poco concreto e confuso». Ma il caso più eclatante resta quello di Kensuke Miyazaki, 35enne parlamentare e primo politico giapponese a dichiarare di voler usufruire del congedo di paternità, che però ha dovuto rassegnare le dimissioni dopo aver ammesso di aver avuto una relazione extraconiugale a meno di una settimana dalla nascita del primo figlio.