Obama e la ricetta per la Cuba di Castro: diritti umani e franchezza…

Notiziona. A Cuba Barack Obama parlerà “francamente” di democrazia e diritti umani. Siamo certi che Raul Castro altrettanto “francamente” se ne infischierà. Perchè sono cose da americani. Cose da ridere. Buone per una politica dell’annuncio. Cosicchè il presidente Usa – assai voglioso di passare alla storia –  ci fa sapere che nella sua visita incontrerà non solo Raul Castro ma anche “membri della società civile” e parlerà “francamente” delle “serie differenze con il governo dell’Avana, inclusa la democrazia e i diritti umani”. Obama ha fatto cotanta promessa nel suo consueto discorsetto settimanale, dedicato alla sua visita a Cuba in marzo e concluso in spagnolo con un “Nos vemos en La Havana“. La Storia perciò passerà da Cuba. Ma non sappiamo ancora se ci si fermerà. A naso sembra che tutti i protagonisti avranno ciò che vogliono. “Incontrerò il presidente Castro per discutere come continuare a normalizzare le relazioni, anche rendendo più facile il commercio e, per i cubani, l’accesso a internet e l’avvio di attività imprenditoriali”, ha spiegato Obama, sottolineando come “con i nuovi wi-fi hotspot, più cubani stanno cominciando ad andare online e ad ottenere informazioni dal mondo esterno”. “Incontrero’ membri della società civile, uomini e donne coraggiosi che hanno dato voce alle aspirazioni del popolo cubano”, ha proseguito, impegnandosi a “riaffermare che gli Usa continueranno a sostenere i valori universali come la libertà di parola, di riunione e di religione”. Obama vedrà anche imprenditori cubani “per imparare come aiutarli ad iniziare nuove iniziative imprenditoriali”. E parlerà “direttamente al popolo cubano dei valori che condividiamo e di come io credo che possiamo essere partner mentre loro lavorano per il futuro che vogliono”. Tutte queste belle cose le farà perciò Obama a La Havana. E farà anche di più se necessario. Qualsiasi cosa pur di potere opzionare a fine mandato un trafiletto sui libri di storia. Castro per parte sua baderà al sodo: ottenere denari e la fine dell’embargo è quel che vuole. Infine i cubani: dopo quasi 60 anni di dittatura comunista, privazioni e zucchero amaro, potranno finalmente cominciare a decidere del proprio futuro? Chissà.