Obama: «Andrò a Cuba a marzo». Ira dei repubblicani: «Una visita assurda»

Barack Obama ha annunciato con un tweet che il mese prossimo visiterà Cuba «per far avanzare i nostri progressi e i nostri sforzi che possono migliorare la vita del popolo cubano». Erano più di 80 anni che un presidente americano in carica non andava in visita all’Avana: l’ultimo fu Calvin Coolidge, nel 1928. Lo storico viaggio che si appresta a fare è frutto del disgelo avviato alla fine del 2014 col leader cubano Raul Castro, con la famosa stretta di mano alla cerimonia in memoria di Nelson Mandela, a Pretroria. I due decisero presto di lavorare per la normalizzazione dei rapporti tra i loro Paesi. Dopo la riapertura delle reciproche ambasciate la scorsa estate, pochi giorni fa l’accordo che ripristina i voli commerciali tra Usa e Cuba per la prima volta in 50 anni. Ora il viaggio che potrebbe costituire un passo fondamentale per arrivare all’ultimo obiettivo: la fine dell’embargo nei confronti dell’isola, in vigore da oltre mezzo secolo. La Casa Bianca ha riportato un breve dossier on line dal titolo “Ecco perché il presidente Obama andrà a Cuba”  

Gli Usa preparano investimenti milionari a Cuba

Nelle stesse ore, secondo quanto riportato dal New York Times, i dirigenti del dipartimento di Stato, del commercio e del tesoro americani si sono incontrati privatamente a Washington con le loro controparti cubane per colloqui volti a espandere i legami economici tra i due Paesi.  Mercoledì il segretario al commercio, Penny Pritzker, ha sollecitato il governo cubano ad aprire la sua economia alle imprese e agli investimenti americani invitandolo a fare di più per facilitare il commercio dopo il disgelo. E ha ricordato che il suo dipartimento, dopo l’annuncio di Obama nel dicembre 2014 per la normalizzazione dei rapporti bilaterali, ha concesso 490 autorizzazioni per un totale di 4,3 mld di dollari lo scorso anno, circa il 30% in più sull’anno precedente. Ma vi sono ancora molti ostacoli, legati al vigente embargo che solo il Congresso può revocare.

«Se va a Cuba legittima una dittatura»

Durissima la reazione di Ted Cruz e Marco Rubio, i due candidati repubblicani alla Casa Bianca che sono entrambi di origini cubane. Per il senatore del Texas, andare a Cuba «finché Castro è al potere» è un errore: «Sono rattristato ma non sorpreso. La cosa era nell’aria da tempo». Ancora più duro Rubio, giovane senatore della Florida i cui nonni emigrarono ai tempi di Batista, dunque prima della dittatura di Fidel Castro. «La visita di Obama è assurda. Se io fossi presidente – afferma Rubio – non prenderei in considerazione un viaggio del genere, se non in circostanze molto particolari. Non andrei mai finché Cuba non è libera. E un anno e due mesi dopo le aperture all’isola Cuba – denuncia Rubio – il governo cubano resta repressivo come sempre. Una dittatura».