Nuova crisi in Ucraina: Poroshenko chiede di azzerare il governo

Ancora alta tensione in Ucraina. Il presidente Petro Poroshenko ha chiesto infatti le dimissioni sia del procuratore generale Viktor Shokin che del premier Arseni Iatseniuk «in modo da restaurare la fiducia nelle autorità». Se quelle del magistrato sono arrivate a stretto giro, ben diverso è il caso del primo ministro. Che pare intenzionato a vendere cara la pelle. Poroshenko, ad ogni modo, ha deciso di andare dritto per la sua strada. In un testo pubblicato sul sito ufficiale della presidenza, l’ex oligarca del cioccolato sottolinea come la società abbia «palesemente negato la fiducia ai ministri» e che per rinnovarla «non è più sufficiente la terapia, ma è necessaria la chirurgia». Il presidente ucraino ha quindi auspicato «una formattazione totale del Consiglio dei ministri» per creare un nuovo governo con il consenso delle forze filo-occidentali della maggioranza. Al premier è data facoltà di scegliere come «adempiere a questa richiesta». Frase sibillina che lascia aperta a Iatseniuk l’onore delle armi – ovvero le dimissioni volontarie. D’altra parte è stato lo stesso portavoce di Poroshenko a far sapere al mondo – via Twitter – che questa sarebbe l’opzione preferita dal presidente.

Il presidente dell’Ucraina contro il governo

La manovra “a tenaglia” si è però materializzata quasi contemporaneamente. Alla Verkhovna Rada, il Parlamento monocamerale ucraino, i deputati hanno raccolto le firme necessarie (almeno 150) per un voto di sfiducia al governo di Iatseniuk – già criticato aspramente dal Blocco Petro Poroshenko, da Patria di Iulia Timoshenko e dal partito Samopomich – reso zoppo da giorni dalle dimissioni polemiche del ministro dell’Economia Aivaras Abromavicius, che se ne è andato denunciando un continuo ostruzionismo contro le riforme promosse dal suo team; nel pomeriggio le firme sono state depositate e il presidente della Rada ha fatto capire che la mozione di sfiducia potrebbe tenersi nelle prossime ore. Intanto migliaia di persone – da 2.000 a 5.000 a seconda delle fonti – si sono riversate davanti al Parlamento ucraino per chiedere le dimissioni di Iatseniuk. Che, stando a Viktor Nebozhenkov, politologo di Barometro Ucraino, ha i numeri alla Camera per resistere. E Poroshenko lo sa bene. L’idea, spiega Nebozhenkov, è quella di «indebolirlo il più possibile per poi tendergli la mano». Vincendo così la partita politica.