Noi con Salvini, la sinistra giustifica l’aggressione: «Se la sono cercata»

“Colpa loro se sono stati assaltati, e – diciamoci la verità – se lo meritavano proprio”. Dalla segreteria politica di Rifondazione comunista di Roma non sono stati così espliciti, ma insomma poco ci manca. Tanto che, nel comunicato sull’aggressione antagonista al banchetto di Noi con Salvini, sono arrivati a chiedere le scuse del movimento e dello stesso Matteo Salvini «agli italiani e ai cittadini stranieri».

Per il Prc è Salvini che deve chiedere scusa

«Siamo assolutamente contrari agli atti di violenza come quello accaduto a Tor Pignattara nei confronti del banchetto della Lega», è la premessa dietro cui si sono fatti scudo quelli del Prc, per poi sostenere però che «non possiamo esimerci dall’evidenziare che tutto ciò non è casuale». «Chi semina odio, raccoglie violenza», si legge nel comunicato firmato dal membro della segreteria politica Giovanni Barbera, secondo il quale «quello che è successo è purtroppo il frutto di un pesante clima di intolleranza alimentato da una vergognosa campagna xenofoba che sta inasprendo gli animi». Quindi, ha intimato l’esponente del Prc, «Salvini & company riflettano sulle loro pesanti responsabilità e chiedano scusa agli italiani e ai cittadini stranieri».

Il Pd tace. Anche così si coprono gli antagonisti

Tutta colpa di Salvini e dei suoi movimenti, insomma, se quelle anime delicate degli antagonisti romani non hanno potuto evitare di aggredire, in quindici-venti con i volti coperti, due volontarie donne e un volontario uomo, colpendo anche un agente che cercava di difenderli. Da registrare anche il silenzio del Pd, che completa il quadro di coperture politiche di cui troppo spesso e troppo a lungo hanno goduto gli ambienti antagonisti. Solidarietà ai militanti di Noi con Salvini è stata espressa, invece, dai partiti e dai candidati dell’area del centrodestra, da Guido Bertolaso a Francesco Storace, fino a Simone Di Stefano di CasaPound.