Napolitano “furbetto” del cartellino. Grillo lo attacca: è l’ora della pensione

#Napolitano furbetto. La tessera c’è, lui no. Ora pensione: accompagnatelo al Pincio a dare il becchime ai piccioni”. Lo scrive su twitter Beppe Grillo a proposito delle polemiche sorte a proposito della tessera da senatore (quella usata per le votazioni) lasciata in aula in sua assenza. “Neanche una settimana fa – si legge in post sul blog del comico – dopo 60 anni di Parlamento e poltrone, l’ex bispresidente Napolitano monitava: “Deputati e senatori lavorano troppo poco”. Ieri è stato beccato dal portavoce M5S Santangelo ad abbandonare il suo posto di lavoro (lo scranno del Senato) con la tessera inserita, come un qualsiasi dipendente assenteista del comune di Sanremo. Grasso, imbarazzato, ha provveduto a far rimuovere la tessera. Secondo il decreto approvato il 20 gennaio, se fosse equiparato a un dipendente pubblico che timbra e se ne va sarebbe licenziato entro 48 ore. Il bispresidente emerito è però intoccabile, forse anche per rispetto alla sua età. Potrebbe andare in giro in mutande che nessuno gli direbbe nulla. E’ l’ora della pensione: accompagnatelo al Pincio a dare il becchime ai piccioni. Mattarella lavorerà con molta più serenità”.

A denunciare l’episodio era stato il senatore grillino Maurizio Santangelo durante la seduta d’aula di ieri. La tessera è stata consegnata a un commesso da Pier Ferdinando Casini. Napolitano era stato in Aula durante il dibattito. A un certo punto, aveva chiamato a sé il capogruppo del Pd Luigi Zanda con cui ha avuto una breve conversazione, dopodiché aveva lasciato l’Aula.