Napoli, è stato ucciso il diciottenne scomparso: colpi d’arma da fuoco al viso

Si è concluso nel peggiore dei modi, il giallo della scomparsa di Vincenzo Amendola, il diciottenne napoletano di cui si erano perse le tracce dallo scorso 5 febbraio e ritrovato senza vita dalla polizia, che ha scoperto il suo cadavere seppellito in un terreno agricolo di una zona di campagna alla periferia di Napoli, un’area tra il rione delle case popolari Taverna del Ferro e poco distante da una scuola e una piccola fattoria.

Napoli, diciottenne scomparso: ritrovato morto dalla polizia

Fine del mistero: la scomparsa nascondeva un omicidio, quello di Vincenzo Amendola, il cui corpo è stato disseppellito gli agenti del commissariato San Giovanni-Barra, nel quartiere di San Giovanni a Teduccio. Erano stati i genitori a denunciare la scomparsa del ragazzo, già dopo la mezzanotte del 4 febbraio. Vincenzo era uscito di casa e non aveva più dato alcuna notizia. Da qui la richiesta di aiuto alle forze dell’ordine e anche alla trasmissione tv Chi l’ha visto. Ma via via che passavano le ore e i giorni si facevano sempre più flebili le speranze di riuscire a ritrovarlo in vita.

Diciottenne scomparso, colpi d’arma da fuoco al viso

Da quanto trapelato fin qui dalle indagini, il diciottenne napoletano è stato molto probabilmente ucciso con uno-due colpi di arma da fuoco al volto: questo, almeno, quanto risultato da un primissimo esame esterno del cadavere, che è stato ritrovato ad una profondità di circa 50 centimetri. La zona in cui il corpo è stato nascosto è vicina ad alcune case popolari: adesso andrà quindi stabilito se il ragazzo sia stato ucciso lì o se il corpo sia stato portato in quell’area periferica della città successivamente. Così come saranno da ricostruire le frequentazioni del ragazzo, se cioè possa avere avuto qualche rapporto con esponenti della criminalità organizzata, o se invece l’omicidio sia riconducibile alla sua vita privata.

Il papà: «Non so proprio perché sia stato ucciso così»

«Era un bravo ragazzo, era buono come il pane. Non aveva nemici, tutti gli volevano bene»; così Giuseppe Amendola descrive suo figlio Giovanni, ucciso a 18 anni e sepolto alla periferia di Napoli. «Amava la vita ed era un ragazzo sereno, anche nelle ore prima della scomparsa non aveva mostrato alcuna preoccupazione, non aveva detto di avere paura di nessuno». Un ragazzo come tanti, Giovanni, con le difficoltà e i sogni di moltissimi suoi coetanei. «Non so proprio come continueremo a vivere… Ci è crollato il mondo addosso – ha concluso il padre straziato dal dolore – speravamo di ritrovarlo vivo… Non so proprio perché sia stato ucciso così».