Museo del fascismo a Predappio? L’estrema sinistra va in crisi isterica

Passano i decenni, le capigliature si imbiancano, le file si diradano, ma l’estrema sinistra rimane la stessa. Stessi i riflessi pavloviani. Quando sentono parlare di fascismo i “compagni” cominciano a urlare e a imprecare. L’ultima crisi isterica l’ha provocata la notizia della realizzazione di un museo del fascismo a Predappio. Non controlla ad esempio i nervi il leader di Prc Paolo Ferrero.  «Apprendiamo dalla stampa che nel 2019 a Predappio nascerà il museo del fascismo: questa decisione è un insulto ai milioni di morti della Seconda Guerra mondiale, ai deportati nei campi di concentramento, ai partigiani morti per la libertà, a chi ha subito la repressione del regime fascista».  Così tuona in una nota il dirigente neocomunista. Il fascismo per Ferrero & compagni è il grande e impronunciabile tabù, una sorta di entità metafisica di cui dire tutto il male possibile. E così Ferraro non si controlla.  «Non sfugge a nessuno che Predappio è diventata nel corso degli anni una meta di un vergognoso turismo nazifascista da tutta Europa, il museo del fascismo sarebbe il tocco statale a questa situazione di per se già indegna. Il fascismo oltre ad essere stato un regime dittatoriale ha collaborato fattivamente con i nazisti all’Olocausto e alla Seconda Guerra Mondiale combattuta dalla parte sbagliata. Il museo del fascismo è un’offesa a tutti e tutte coloro che sono morti a causa del fascismo e dei suoi alleati». Di fronte ad affermazioni così sfrontate e insulse non si sa se ridere  o piangere. L’unica cosa che si può solo supporre è che, a Ferrero, il fantasma del fascismo serve solo per giustificare ideologicamente l’esistenza di un partito superato orami, da parecchi annim dalla storia.