Mosul, orrore jihadista. Decapitato un ragazzo: ascoltava musica occidentale

Da Mosul arriva l’ennesima dimostrazione di crudeltà: l’ultimo orrore perpetrato dai jihadisti dell’Isis a dimostrazione di una brutalità gratuita, quanto plateale. A breve, infatti, non stupirebbe più di tanto vedere apparire sul web la testimonianza filmata di quest’ultimo sfregio inferto alla vita e alla sua sacralità, indipendentemente dal credo religioso.

Mosul, Jihadisti decapitano quindicenne: «ascoltava musica occidentale»

Dunque è successo ancora: a Mosul, la roccaforte dello Stato islamico in Iraq, dove un contingente di soldati italiani si sta preparando ad andare per presidiare militarmente la zona intorno al cantiere della diga. È successo ancora: a un ragazzino innocente, Ayham Hussein, di appena 15 anni, barbaramente ucciso e decapitato perché “giudicato” dagli integralisti al servizio – e al soldo – del Califfo al Baghdadi, «colpevole» di ascoltare «musica occidentale». Una blasfemia, agli occhi dei tagliagola dell’Isis, da pagare con la vita.

Il corpo decapitato riconsegnato ai genitori

A riportare la notizia – la cui specularità con tante altre di cui abbiano dato conto in questi ultimi anni di spietatezza integralista non abitua mai alla portata dell’orrore targato Isis – è l’agenzia di stampa curda Ara news che, nel raccontare il tragico fatto di Mosul, ha anche aggiunto l’agghiacciante dettaglio secondo cui gli spietati assassini avrebbero poi riconsegnato il cadavere senza testa del ragazzo ai suoi poveri genitori, che si sono visti rapire il figlio – mentre era nel negozio di alimentari del padre nel centro della città irachena – e riconsegnare poi il suo cadavere oltraggiato dallo scempio compiuto.