La mossa di Renzi: via le adozioni dalla Cirinnà. Poi ci penseranno i giudici

La stepchild adoption è possibile. Lo dice la giurisprudenza, non c’è bisogno di aspettare che il Parlamento approvi la legge sulle unioni civili. È la versione dell’Avvocatura dello Stato, secondo cui «non avrebbe alcun fondamento logico e giuridico l’esclusione» dell’adozione «in caso di convivenza tra persone dello stesso sesso», poiché non c’è «pregiudizio per l’equilibrio psicologico del bambino legato al fatto di vivere in una famiglia incentrata in una coppia omosessuale», si legge su “Libero”.

Renzi vuole vincere in Tribunale, dato che in Parlamento non ha i voti

Mercoledì la Corte Costituzionale deciderà sul caso di due donne americane, sposate, che si sono trasferite in Italia tre anni fa. Il Tribunale dei minori di Bologna ha sollevato la questione e la Consulta deve dare un giudizio di legittimità. Lo Stato (cioè il governo Renzi), attraverso l’Avvocatura, ha chiesto alla Corte suprema di rigettare il ricorso del Tribunale bolognese, dando ragione alle due donne. Il documento dell’Avvocatura risale al 16 febbraio 2015 ed è stato riportato dal Messaggero e da Repubblica.

Renzi aggira il Parlamento e fa sponda sulla Corte Costituzionale.

Scandalo: «È in atto un tentativo di risolvere il nodo divisivo della genitorialità omosessuale attraverso la solita giurisprudenza creativa», dicono i senatori di Area popolare Maurizio Sacconi e Nico D’Ascola, «urge un chiarimento politico e istituzionale». Il senatore di Idea Carlo Giovanardi protesta «contro questo ennesimo atto eversivo nei confronti della legislazione in vigore nel nostro paese e offensivo nei confronti del nostro Parlamento che con grande passione civile e partecipazione popolare sta proprio m questi giorni affrontando il tema della stepchild adoption». Già, ma cosa ne dicono i centristi della maggioranza?, si domanda Gaetano Quagliariello: «Poiché l’Avvocatura dello Stato rappresenta il governo italiano, ci chiediamo se i fedeli alleati di Renzi non abbiano nulla da dire in proposito». Il Centro studi Livatino, che nei giorni scorsi ha raccolto 600 firme di giuristi in calce a un appello critico verso il ddl Cirinnà manifesta «sorpresa» per la posizione espressa dall’Avvocatura dello Stato che, afferma in una nota il presidente Mauro Ronco, «esprime valutazioni metagiuridiche che non le competono. La sua posizione avviene su mandato di un governo che, per gli emendamenti sul ddl Cirinnà, e quindi anche sulla stepchild adoption, ha sempre sostenuto di rimettersi all’Aula del Senato senza esprimersi nel merito».