Migranti, in Europa prosegue la linea dura. Ma l’Italia li invita a venire ancora

Migranti, c’è chi arriva e chi… non riesce a ripartire. La cronaca degli sbarchi registra in queste ore una forte tensione al confine tra la Grecia e la Macedonia dove decine di migranti armati di pali hanno cercato di abbattere la rete confine tra i due Paesi per entrare in Macedonia. E proprio mentre a Fiumicino arrivano i profughi siriani, immediatamente dislocati in almeno 5 regioni italiane.

Migranti forzano il confine tra Grecia e Macedonia

Dunque, ancora disordini ai valichi di confini. La polveriera greca rischia di esplodere e l’ultima dimostrazione è arrivata poche ore fa quando un gruppo di migranti in rivolta al grido di “Aprite il confine”, ha lanciato sassi contro la polizia macedone che ha risposto con gas lacrimogeni. Nonostante il presidio delle forze dell’ordine, il gruppo di migranti è riuscito comunque a sfondare un tratto della barriera al confine tra la Grecia e la Macedonia per cercare di entrare in Macedonia, oltrepassando il cordone di sicurezza formato dai poliziotti greci e raggiungendo il cancello usato per il traffico ferroviario tra i due paesi. Dunque, forzando in massa una netta linea di demarcazione immediatamente ristabilita dalla Macedonia, che ha prontamente sedato i disordini e avviato i lavori di costruzione di una nuova recinzione, lungo la strada che porta al campo di accoglienza temporaneo di Vinojug, nei pressi di Gevgelija. La barriera, ristabilita dai reparti dell’esercito che hanno innalzato una recinzione di filo spinato alta 1,5 metri, avrà lo scopo – come ribadito dalle autorità – di garantire il flusso regolare e ordinato dei migranti, sopratutto nelle ore notturne, per evitare che in tanti si disperdano nei boschi circostanti. Al momento, sembra che almeno 6.500 persone si trovino al confine sul territorio greco, alcune delle quali anche da otto giorni, con riserve molto limitate di acqua e cibo. Da parte loro, le autorità macedoni lasciano passere solo un numero molto limitato di migranti ogni giorno. Ma vediamo, riassunta brevemente per punti, come procede la situazione migratoria anche in altre parti d’Europa.

Migranti: gli ultimi aggiornamenti

1) Migranti, 93 siriani sbarcati a Fiumicino, sistemati in 5 regioni. I 93 profughi siriani, ai quali la società di gestione Aeroporti di Roma ha offerto un cestino di vivande, hanno lasciato l’aeroporto di Fiumicino a bordo di 5 pullman diretti in altrettante regioni: 30 persone sono in viaggio verso Trento, dove saranno ospiti della locale Diocesi, altri 2 gruppi verso Reggio Emilia e Torino, dove troveranno sistemazione a cura delle parrocchie delle due Diocesi; 23 di loro sono stati indirizzati verso Aprilia e sistemati dalla Federazione delle chiese evangeliche in Italia, che si occuperà anche di quanti saranno ospitati a Firenze. Un ultimo gruppo resterà a Roma a cura della Comunità di Sant’Egidio. Come confermato dal presidente della Comunità di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo, il prossimo “corridoio umanitario” si aprirà tra poco meno di un mese per accogliere migranti provenienti sempre dalla Siria. Il progetto-pilota prevede infatti in totale, in questa prima fase, l’arrivo di mille persone in 2 anni: circa 600 dal Libano, 150 dal Marocco e 250 dall’Etiopia. Con buona pace di chi accoglie… a fatica.

2) L’esercito ferma 37 migranti al confine tra Friuli Venezia Giulia e Austria. Cinque interventi e 37 migranti irregolari fermati, rappresentano il bilancio dei controlli effettuati nell’ultimo fine settimana dall’Esercito Italiano, nell’ambito dell’Operazione “Strade Sicure” in supporto alle forze dell’ordine, alla Stazione ferroviaria di Tarvisio (Udine). Di diverse nazionalità, e provenienti tutti con treni dall’Austria, i migranti sono stati denunciati a piede libero per ingresso e soggiorno illegale in Italia.

3) A Calais, la polizia dà il via allo sgombero della Giungla. Secondo i media francesi, circa 55 automezzi della polizia sono arrivati nella tendopoli più grande di Francia. Gli agenti hanno ordinato ai migranti di lasciare volontariamente la parte sud del campo, pena: l’uso della forza. Secondo il giornalista del Figaro, Jean-Marc Leclerc, sul posto si sono trattenuti a lungo circa duecento agenti “in azione”. Giovedì scorso, il tribunale amministrativo di Lille aveva dato il proprio via libera all’ordinanza della polizia per l’evacuazione della parte sud della “Jungle” di Calais. Il governo di Francois Hollande ha assicurato che a tutti i migranti mandati via verrà proposta un’alternativa tra container riscaldati e centri d’accoglienza, ma le Ong che operano sul posto ritengono che i posti letto non siano sufficienti. Secondo le associazioni, sono oltre 3.400 i rifugiati e richiedenti asilo che devono lasciare la parte sud del campo, circa un migliaio secondo la prefettura.