Meloni: «Qualcuno sta tramando per aiutare Marchini, il nostro no resta»

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«Noi ci fermiamo qui. Il candidato di Fratelli d’Italia a Roma, per quanto ci riguarda, è Fabio Rampelli. La sensazione è che qualcuno abbia voluto sabotare tutte le opzioni che avevamo proposto, con l’evidente obiettivo di tornare alla candidatura di Alfio Marchini per noi inaccettabile». Lo dice a Repubblica Giorgia Meloni, leader di Fdi, che invita Berlusconi a guardarsi “intorno”: «C’è chi sta lavorando anche nel suo partito per minare un accordo tra noi e riportarlo al patto del Nazareno». Parisi candidato di Milano è un “ottimo nome”, aggiunge, ma per Fdi “nessun candidato è scontato finché non avremo il quadro generale. Al vertice di lunedì eravamo d’accordo a ufficializzare tutti i nomi insieme”, rimarca. Per Roma “fin dall’inizio abbiamo lavorato alla ricerca di un candidato vincente, unitario, in grado di restituire a Roma la dignità perduta, escludendo i nomi divisivi alla Marchini, per intenderci. Abbiamo dato la nostra disponibilità anche su Bertolaso. Essendo il primo partito del centrodestra nella Capitale sappiamo di doverci assumere una responsabilità”. Rita Dalla Chiesa “sarebbe stata una candidatura imbattibile. Proprio per questo è stata fatta oggetto di ironie e dileggiamenti”. Salvini ne era al corrente, sottolinea Meloni, “ne avevamo parlato al pranzo di lunedì ad Arcore. Detto questo, non è che io ho fatto saltare i vertici a tre quando la Lega ha schierato Lucia Borgonzoni a Bologna”. «Io mi candido pure col pancione, a patto che lo facciano anche Salvini a Milano e la Carfagna a Napoli, in un quadro di rilancio del centrodestra a partire dai sindaci delle grandi città. Ho sentito anche in queste ore rilanciare il mio nome. Extrema ratio, certo, ma ci vuole coraggio a non prendere in considerazione quanto possa essere gravoso un finale di campagna elettorale al settimo mese di gravidanza». Perché non le piace Marchini? «Perché è un perdente. Come confermano tutti i sondaggi: non arriverebbe nemmeno al ballottaggio. Ok alle primarie ovunque, oppure noi un candidato lo abbiamo», conclude.