Meloni: «Bertolaso sarà un grande sindaco, io farò la capolista di FdI»

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«Sono sinceramente soddisfatta che Guido Bertolaso abbia accettato di essere il candidato del centrodestra a Roma. Sono certa che grazie alla sua esperienza e capacità potrà essere il sindaco che farà uscire la capitale d’Italia dall’infinita emergenza nella quale è precipitata. Garantisco a Bertolaso l’appoggio deciso di Fratelli d’Italia e ai romani che sarò in prima fila nella battaglia che ci attende per riscattare la dignità e la bellezza di Roma. Proprio per questo intendo candidarmi come capolista nella lista di Fdi alle prossime elezioni romane». Lo scrive su Facebook Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, nel giorno della scelta sulla candidatura di Guido Bertolaso a Roma, decisione frutto del lavorio incessante che Silvio Berlusconi ha compiuto sugli alleati, Giorgia Meloni e Matteo Salvini, e parallelamente, con il diretto interessato, che era pronto a scendere in campo solo se le condizioni di salute della nipote lo avessero consentito. Gli accordi con il Cavaliere erano stati chiari e così una volta appreso del miglioramento della nipotina, l’ex numero uno della Protezione Civile (da Londra dove si trova per seguire da vicino la piccola parente) ha dato il via libera ufficiale. Se il benessere della nipote era la condizione principale per accettare o meno la sfida, tra le richieste avanzate dall’ex sottosegretario c’era anche la necessità che l’investitura arrivasse da tutto il centrodestra e non solo da Silvio Berlusconi, da sempre il suo principale sponsor ed il primo a commentare il via libera ufficiale sottolineando come Bertolaso “sia il miglior sindaco che Roma possa desiderare per risollevarsi dalla situazione in cui è stata ridotta dall’amministrazione del Pd e della sinistra”. Berlusconi, più che convincere la leader di Fratelli d’Italia (da sempre a favore di Bertolaso) ha fatto pressing sul segretario del Carroccio poco convinto che la scelta dell’ex capo della protezione civile fosse vincente. A condizionare Salvini erano soprattutto i problemi giudiziari di Bertolaso. Ma di fronte al rischio di restare senza un nome o peggio spaccare la coalizione (la Meloni era pronta a correre in solitaria candidando Fabio Rampelli) con evidenti ricadute a livello nazionale, il leader del Carroccio ha deciso dare il suo benestare consentendo di poter chiudere definitivamente la partita. E così dopo la diffusione dell’appello congiunto dei tre leader in cui si chiedeva ufficialmente a Bertolaso di “guidare un’ampia coalizione di centrodestra”, la risposta non si è fatta attendere: «Sono onorato, accetto la sfida. Per amore di Roma, per la sua storia e per il rispetto che i romani meritano».