“MaBasta”. La campagna online di 14 adolescenti per dire “no” al bullismo

Una dodicenne di Pordenone ha tentato il suicidio e accusato i compagni: «Adesso sarete contenti». Un’altra ragazzina a Nuoro per mesi è stata perseguitata da centinaia di studenti  con insulti del tipo: «Porti iella». E ancora, a Galatone un altro ragazzino è stato costretto a stendersi sui binari  e poi è stato colpito da decine di gommini. Sono solo gli ultimi casi di bullismo, ma l’elenco di ragazzini e ragazzine vessati dai compagni è lunghissimo e spesso finisce in tragedia. Ora però da una scuola superiore di Lecce si è alzato l’urlo contro il bullismo: “Mabasta”.

Contro il bullismo a Lecce nasce il movimento “MaBasta”

Nove ragazzi e cinque ragazze della prima A dell’Istituto  tecnico-economico Galilei-Costa, guidata dal professore di informatica Daniele Manni (lo stesso diocente che lo scorso anno fu selezionato tra i cinquanta candidati al cosiddetto Nobel dell’insegnamento), hanno pensato di creare il primo movimento dal basso contro il bullismo. Giorgio, Martina, Mattia, Mirko, Jacopo, Patrick, Marta, Lorenzo, Niki, Simone, Francesca, Michela, Edoardo, Alice hanno creato tutti insieme, il “Movimento anti bullismo animato da studenti adolescenti”, sintetizzato per l’appunto nell’acronimo “MaBasta” e sono approdati sul web. Hanno realizzato il logo e aperto una pagina su Facebook e stanno anche lavorando alla realizzazione di un sito autoprodotto (www.mabasta.org). Hanno anche lanciato una prima campagna fatta di piccoli video-spot e fotografie realizzati in proprio, in cui mettono la loro faccia nel dire “MaBasta!” per dire ai coetanei stop alla prepotenza. «Chiediamo sostegno – hanno detto al Corriere della Sera – e la collaborazione di tutti i ragazzi, dalle elementari alle superiori: vogliamo diventare tantissimi». E ancora: «Non c’è bisogno di essere vittime per associarsi».

Il progetto e le prime adesioni

«Come ogni anno – ha detto  il professor Manni al Corriere delle Sera – abbiamo cercato l’idea un’idea operativa per un lavoro in rete: vere e proprie startup da avviare subito, sin dalla scuola superiore. Leggendo i giornali ci siamo soffermati  sul caso di Pordenone e Giorgio ha suggerito: perché non lavoriamo sul bullismo? Ora avvieremo il progetto, incontrando esperti del settore, adulti che guidino i ragazzi con la loro esperienza».  Un movimento che ha già trovato le prime adesioni di  Your Edu Action, OrizzonteScuola, Aetnanet e MasterProf.