L’università vieta il dibattito con Rocco Siffredi, mica è un ex terrorista…

Dai reality alle pubblicità, ormai è un personaggio totalmente sdoganato e, in fin dei conti, apprezzato dal grande pubblico. Eppure, per l’università italiana Rocco Siffredi è una presenza sgradita, di fronte alla quale porre dei veti. Strana circostanza, in un sistema dell’istruzione che più volte ha chiamato in cattedra, per relazioni e lectio magistralis, ex terroristi o personaggi diventati icone negative senz’appello come Francesco Schettino.

Un dibattito sulle case chiuse

La vicenda si è consumata all’università di Firenze, dove i presidi delle scuole di Economia e di Giurisprudenza «ci hanno detto che non autorizzavano l’uso dell’aula, senza fornire alcuna motivazione», ha spiegato Angela Sorice, coordinatrice di Azione universitaria Firenze, il movimento che aveva invitato Siffredi nell’ambito di un dibattito sulle case chiuse. Un incontro cui avrebbero dovuto partecipare anche esponenti dei principali partiti e che, invece, è saltato.

Contro Rocco Siffredi «una censura bella e buona»

Il no a concedere un’aula «ci è sembrata una censura bella e buona», ha quindi aggiunto la studentessa, chiarendo anche la presenza di Siffredi non era frutto di una provocazione fine a se stessa, ma era stata dettata dal fatto che l’ex pornodivo conosce bene l’argomento, per il quale non a caso è spesso interpellato come opinionista in dibattiti pubblici. «Non abbiamo certo invitato Siffredi quale ex pornodivo, ma in veste di imprenditore che conosce bene il tema, tanto che ne ha parlato in diverse trasmissioni», ha chiarito la responsabile di Azione universitaria, aggiungendo che allo stato attuale il movimento considera il dibattito semplicemente rimandato: «Siamo pronti – ha concluso Sorice – a fare una richiesta al rettore».