L’ultima sparata grillina: “C’è un complotto per farci vincere a Roma”

«C’è un complotto per farci vincere a Roma». A lanciare l’allarme più pazzo del mondo è la senatrice del Movimento 5 Stelle, Paola Taverna. La parlamentare romana, ai microfoni dell’emittente romana Radio Cusano Campus  si è detta preoccupata dai candidati del centrodestra e del Pd, reputati troppo deboli per la corazzata grillina. «La scelta di Bertolaso? Mi ha lasciato perplessa tanto quanto quella di Giachetti». Taverna, che ha lasciato nei resoconti di Montecitorio interventi memorabili come “Voi non sete gnente” rivolta agli avversari, manifesta tutta la sua preoccupazione. «Diciamocelo chiaramente, questi stanno mettendo in campo dei nomi perché non voglio vincere Roma, si sono già fatti i loro conti». Uno scenario politico, quello tracciato dalla parlamentare grillina, che lascia trapelare il terrore, da parte del Movimento 5 Stelle, di dover amministrare davvero la Capitale.

Dietro il grido “al complotto” il terrore del M5S di governare

Un sindaco grillino? Sarebbe incapace di governare, lascia intendere implicitamente la Taverna. La senatrice grillina, che prima di approdare in Parlamento lavorava in un laboratorio di analisi, ha già stilato il suo referto.  «Al governo rimane Renzi, alla Regione Zingaretti che stiamo vedendo come sta operando, a livello economico Roma dipende da stanziamenti regionali e stanziamenti statali, ora vogliono metterci il Cinque Stelle, per togliergli i fondi e fargli fare brutta figura. Questo i romani lo devono capire. La nostra campagna elettorale sarà prendiamoci Roma, ma prendiamocela tutti insieme. Ci stanno lasciando debiti fino al 2020 e questa non è opera del Cinque Stelle». E pensare che fino a sei mesi fa, la senatrice diceva esattamente il contrario chiedendo di tornare al voto per il sindaco di Roma. «Ci dicono siete pronti a governare? Non abbiamo paura di governare», sentenziava nell’ottobre 2015, in un comizio davanti al Campidoglio. In queste ore il clamoroso dietrofront. Da una parte l’oggettiva debolezza dei criteri di selezione per le Comunali, dall’altra la consapevolezza di non avere candidati all’altezza della situazione, ha preso il sopravvento. Nell’intervista alla radio romana, la senatrice M5S ha affidato uno slogan che qualifica il livello del ragionamento politico. «E comunque (i nostri avversari ndr) hanno fatto i conti senza l’oste». Detto da una che si chiama Taverna, è l’unica frase di senso compiuto.