Lorenzin tuona: “Utero in affitto a 5000 euro. Bimbi diventano merce”

«Non cerco la vittoria politica. Ma basta leggere qualche contratto… è inconcepibile, non posso tacere come donna e come ministra. Ne ho visto uno ad esempio di una coppia etero che ha “acquistato” l’utero di una donna per avere un figlio pagando 5.222 euro più 139 euro per nove mesi di alimenti. Eccolo qua». Beatrice Lorenzin ha la prova documentale del patto con cui due coniugi italiani hanno pagato una donna dell’est Europa per una maternità surrogata. Ora il “caso” è presso la Corte di giustizia della Ue e il ministero della Salute, guidato da Lorenzin dal 2013, in nome e per conto dello Stato italiano si è costituito in appello dopo il ricorso della coppia.

Utero in affitto costa 5.222 euro più 139 euro per nove mesi di alimenti

La ministra racconta a “la Repubblica” i punti del patto. È quasi uno sfogo privato, mentre tiene in braccio a turno i due gemelli Francesco e Lavinia di otto mesi, che si contendono la mamma. Parlare di maternità nel soggiorno ingombro di baby box e di giochi, evita ogni presunzione di avere la verità in tasca. «Sono il ministro di tutti a prescindere dalle mie idee, non sono una oscurantista o bigotta».

Per la Lorenzin, la maternità surrogata è «un’ingiusta pratica sociale lesiva dei diritti fondamentali dell’essere umano»

«Attenzione alle leggerezze, attenzione a far finta di ignorare il business della maternità surrogata che viene introdotto, magari in buonafede, con l’articolo 5 della legge sulle unioni civili». Qualche giorno fa Beatrice Lorenzin ha firmato la carta di Parigi con cui un gruppo di femministe, di politiche socialiste, di studiose, tra le quali la filosofa Sylviane Agacinski, hanno definito la “Gpa”, la gestazione per altri, ovvero la maternità surrogata, «un’ingiusta pratica sociale lesiva dei diritti fondamentali dell’essere umano». Quindi, dice Lorenzin, «sì alle unioni civili, ma no alla possibilità di maternità surrogata, per gay o etero poco importa».