Le munizioni viaggiano via posta: sequestrati 200 proiettili a Malpensa

Le munizioni per “aiutare” il terrorismo viaggiano ora anche per posta. Duecento proiettili di armi da guerra sono stati intercettati a Malpensa, dalla Guardia di Finanza e dall’Agenzia delle dogane, in una spedizione postale proveniente dal Messico e diretta in Papua Nuova Guinea. Le munizioni erano dentro uno stereo portatile economico usato, il cui valore era sicuramente inferiore ai costi di spedizione. Dentro c’erano duecento proiettili calibro 5,56 Nato, comunemente usati per fucili d’assalto e mitragliatori.

Terrorismo, le munizioni viaggiavano dal Messico verso la Nuova Guinea

A rendere particolarmente interessante, sotto il profilo investigativo, è risultata la tratta seguita dalla spedizione intercettata: il materiale proveniva da Tijuana (Messico), cittadina tra le più pericolose al mondo in cui operano cartelli del narcotraffico, nonché varie cellule terroristiche internazionali le quali, sembrerebbero avere instaurato collaborazioni strategiche con diversi cartelli della droga nell’ambito del crescente fenomeno del “narcoterrorismo”. Secondo quanto emerso dalle prime indagini, un altro particolare di interesse è rappresentato dal luogo di destinazione della spedizione, Manus Island, (Papua Nuova Guinea). In questa località sorge infatti un importante centro di accoglienza per profughi e rifugiati richiedenti asilo. «Tra l’altro – ha spiegato la Guardia di finanza – la Nuova Guinea ultimamente è stata sconsigliata dal ministero degli Esteri quale meta per viaggi e turismo a causa dell’elevato tasso di criminalità nonché in quanto limitrofa all’Indonesia, Stato più volte oggetto di attentati terroristici».