L’ateneo di Bari difende il convegno con Adinolfi: “No alle censure gay”

«Favorire il dibattito e il confronto anche sui temi più diversi e di stringente attualità», continuando a garantire il confronto e il dialogo», senza «operare una censura generalizzata e preventiva». Così l’Università di Bari sulla decisione di ospitare venerdì 19 febbraio, il convegno “La famiglia al centro dell’uomo” al quale parteciperà Mario Adinolfi, tra i promotori del Family day. Lo precisa una nuova nota (dopo quella di mercoledì) dell’Ateneo di Bari che risponde così alle polemiche di molte associazioni studentesche e per la difesa dei gay che definiscono «propaganda omofoba» il convegno organizzato da un’associazione i cui presidente e vice sono esponenti di Fratelli d’Italia.

Il rettore di Bari: “Ai diritti gay già dato molto spazio”

«L’Ateneo barese – precisa la nota dell’Ateneo – è stato tra i primi in Italia a istituire il doppio libretto universitario per gli studenti protagonisti di un percorso di transizione identitario di genere, ed è da sempre attivo per la promozione di iniziative, anche legislative, improntate al riconoscimento dei diritti e delle libertà e alla lotta ad ogni forma di discriminazione». E «l’evento – scrive l’Università – è stato organizzato da una associazione studentesca che ha fatto una formale e specifica richiesta di utilizzo di uno spazio universitario. Il rettore Antonio Uricchio non ha mai rifiutato richieste degli studenti per le loro iniziative». A «titolo meramente esemplificativo» l’Università elenca infine alcuni eventi dedicati ai diritti degli omosessuali. In quei casi, nessuno si è guardato dal protestare. Ma, si sa, l’intolleranza arcobaleno è la più subdola e la più pericolosa.